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L'8 gennaio, a Osaka, l'accusa ha chiesto la pena di...

L'8 gennaio, a Osaka, l'accusa ha chiesto la pena di morte per Yasutoshi Kamata, 58 anni, per l'omicidio di una bambina di 9 anni e di quattro donne, i cui corpi sono poi stati abbandonati sulle montagne delle prefetture di Nara e Osaka tra il 1985 e il

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L'8 gennaio, a Osaka, l'accusa ha chiesto la pena di morte per Yasutoshi Kamata, 58 anni, per l'omicidio di una bambina di 9 anni e di quattro donne, i cui corpi sono poi stati abbandonati sulle montagne delle prefetture di Nara e Osaka tra il 1985 e il 1994. Kamata, disoccupato, di Nishinari, un quartiere di Osaka, ha confessato gli omicidi nel maggio del 1995. L'ufficio del Pubblico Ministero del distretto di Osaka ha preso l'insolita decisione di affrontare tre degli omicidi separatamente dagli altri e ha chiesto la pena di morte sia per gli uni che per gli altri. La richiesta si basava su un provvedimento della legge penale che stabilisce che i gli omicidi multipli commessi da una persona già condannata ad una pena detentiva - come nel caso di Kamata - non possono essere trattati come un caso singolo. L'accusa ha affermato che la pena di morte era adeguata, perché l'imputato non ha dimostrato alcun rimorso per le sue azioni. Il 24 gennaio, Kamata è stato condannato a morte. Ciò nonostante, il giudice Nobuyuki Yokota, che presiedeva il Tribunale Distrettuale di Osaka, ha ritenuto l'imputato non colpevole dell'accusa di aver chiesto un riscatto nel rapimento della bambina.