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Kyodo News ha pubblicato un'intervista a Masaharu Harada, il fratello di una vittima di un omicidio, il cui assassino, Toshihiko Hasegawa, è stato condannato a morte e giustiziato il 27 dicembre 2001
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Kyodo News ha pubblicato un'intervista a Masaharu Harada, il fratello di una vittima di un omicidio, il cui assassino, Toshihiko Hasegawa, è stato condannato a morte e giustiziato il 27 dicembre 2001. Quasi un anno è passato dall'esecuzione di uno degli assassini di suo fratello, e ancora il cuore di Harada è colmo di dolore. "Non è cambiato niente e io rimango ossessionato dall'assassino di mio fratello, nonostante l'esecuzione", ha detto Harada. "Lo odio ancora e non riesco a perdonarlo per aver rovinato la nostra vita. D'altra parte, però, dopo 20 anni di scambi epistolari, avevo raggiunto con lui una certa intimità". Harada aveva ricevuto più di 100 lettere da Hasegawa, nelle quali il detenuto chiedeva perdono per l'omicidio, e decine di immagini di Gesù Cristo e della Vergine Maria realizzate in carcere da Hasegawa. Hasegawa dopo l'arresto aveva ricevuto il battesimo. Questi scambi epistolari a poco a poco avevano fatto sperare ad Harada che Hasegawa potesse continuare a vivere ed espiare i suoi crimini, e nell'aprile 2001 egli aveva presentato una petizione al Ministro della Giustizia di allora, Masahiko Komura, con cui chiedeva che Hasegawa non fosse giustiziato. Ma i suoi sforzi non avevano portato a niente e Hasegawa era stato giustiziato. "Il governo cita i sentimenti delle famiglie dei defunti come la base sulla quale mantenere la pena di morte, ma ha ignorato completamente la mia volontà quando ha giustiziato Hasegawa", ha detto Harada. Riguardo alle dichiarazioni rilasciate dai famigliari delle vittime in cui dicono di attendere che i colpevoli vengano giustiziati, Harada ha detto, "Io comprendo la loro tristezza e la loro rabbia, ma voglio dirgli, traendo insegnamento dalla mia esperienza, che l'esecuzione non cambierà nulla e non placherà la loro ira". "Avrei appoggiato la pena di morte se la mia sofferenza fosse stata eliminata con l'esecuzione, ma la sofferenza rimane", ha detto.
— FONTI
- (Fonti: Kyodo News, 02/12/2002)
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