KUWAIT: IRACHENO CONDANNATO A MORTE PER OMICIDIO GUARDIA COSTIERA
un tribunale penale del Kuwait ha condannato a morte un pescatore iracheno per l'omicidio di una
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un tribunale penale del Kuwait ha condannato a morte un pescatore iracheno per l'omicidio di una guardia costiera kuwaitiana, commesso nel corso di una sparatoria nel gennaio 2011.
Mahmud Taha Sabhan è stato condannato a morte per l’uccisione di Abdulrahman Al-Enezi, avvenuta dopo che il peschereccio iracheno è entrato nelle acque territoriali del Kuwait.
Nello stesso caso, il tribunale ha condannato altri due pescatori iracheni a tre anni di carcere ciascuno e un minore ad un anno. Tutti e quattro erano stati catturati dopo che la loro barca si è capovolta, dopo la sparatoria.
Altri quattro pescatori, che sono riusciti a fuggire, sono stati condannati all’ergastolo in contumacia.
Le sentenze devono ora essere esaminate dalla Corte d'Appello e della Corte Suprema del Kuwait.
Il Ministero dell'Interno del Kuwait ha reso noto che lo scontro ha avuto luogo quando i pescatori iracheni hanno rifiutato l’ordine delle guardie costiere di fermarsi, dopo l’ingresso nelle acque territoriali del Kuwait.
Secondo gli atti processuali, gli otto marinai iracheni erano in possesso di armi, mentre illegalmente navigavano nelle acque territoriali del Kuwait.
Mahmud Taha Sabhan è stato condannato a morte per l’uccisione di Abdulrahman Al-Enezi, avvenuta dopo che il peschereccio iracheno è entrato nelle acque territoriali del Kuwait.
Nello stesso caso, il tribunale ha condannato altri due pescatori iracheni a tre anni di carcere ciascuno e un minore ad un anno. Tutti e quattro erano stati catturati dopo che la loro barca si è capovolta, dopo la sparatoria.
Altri quattro pescatori, che sono riusciti a fuggire, sono stati condannati all’ergastolo in contumacia.
Le sentenze devono ora essere esaminate dalla Corte d'Appello e della Corte Suprema del Kuwait.
Il Ministero dell'Interno del Kuwait ha reso noto che lo scontro ha avuto luogo quando i pescatori iracheni hanno rifiutato l’ordine delle guardie costiere di fermarsi, dopo l’ingresso nelle acque territoriali del Kuwait.
Secondo gli atti processuali, gli otto marinai iracheni erano in possesso di armi, mentre illegalmente navigavano nelle acque territoriali del Kuwait.
— FONTI
- (Fonti: arabtimesonline.com, 25/11/2012)
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