KUWAIT. CINQUE IMPICCATI PER OMICIDIO, STUPRO E TRAFFICO DI DROGA
cinque uomini sono stati impiccati a Kuwait City, nella stazione di polizia di Naif.
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cinque uomini sono stati impiccati a Kuwait City, nella stazione di polizia di Naif. Si tratta di tre cittadini kuwaitiani e di due stranieri, rendono noto funzionari del Ministero degli Interni e della Giustizia. I tre kuwaitiani sono: Farraj Al Rukaibi, giustiziato per il sequestro, stupro e omicidio di una ragazza; Saad Al Mutairi, per omicidio e detenzione illegale di armi; Mohammed Al Shimmary, per sequestro e stupro.
I due cittadini stranieri sono l’indiano Shakarullah Ansari ed il pakistano Mayan Mohammed Iqbal Mayan. Il primo avrebbe ucciso nel 2003 il proprio datore di lavoro kuwaitiano, portandogli via dei soldi e occultando poi il cadavere. Ansari avrebbe in precedenza messo al corrente l’ambasciata indiana che il suo datore di lavoro lo maltrattava e non gli pagava il dovuto.
Il pakistano era stato invece condannato a morte per aver trafficato droga all’interno dell’emirato.
Le condanne erano state approvate dall’emiro Sheikh Sabah Al Ahmed Al Sabah.
Dopo aver effettuato le impiccagioni, le autorità hanno consentito l’ingresso agli spettatori, che hanno visto i corpi ancora appesi.
Esporre al pubblico i giustiziati – hanno spiegato i funzionari – rappresenta un deterrente nei confronti del crimine.
Risale ad alcuni anni fa la legge che consente agli spettatori di vedere i corpi degli impiccati.
Queste cinque esecuzioni – hanno infine reso noto le autorità – sono le ultime effettuate nella stazione di polizia della zona centrale della città. Le future impiccagioni avverranno nella Prigione Centrale del Kuwait, nel distretto rurale di Suliabiya.
I due cittadini stranieri sono l’indiano Shakarullah Ansari ed il pakistano Mayan Mohammed Iqbal Mayan. Il primo avrebbe ucciso nel 2003 il proprio datore di lavoro kuwaitiano, portandogli via dei soldi e occultando poi il cadavere. Ansari avrebbe in precedenza messo al corrente l’ambasciata indiana che il suo datore di lavoro lo maltrattava e non gli pagava il dovuto.
Il pakistano era stato invece condannato a morte per aver trafficato droga all’interno dell’emirato.
Le condanne erano state approvate dall’emiro Sheikh Sabah Al Ahmed Al Sabah.
Dopo aver effettuato le impiccagioni, le autorità hanno consentito l’ingresso agli spettatori, che hanno visto i corpi ancora appesi.
Esporre al pubblico i giustiziati – hanno spiegato i funzionari – rappresenta un deterrente nei confronti del crimine.
Risale ad alcuni anni fa la legge che consente agli spettatori di vedere i corpi degli impiccati.
Queste cinque esecuzioni – hanno infine reso noto le autorità – sono le ultime effettuate nella stazione di polizia della zona centrale della città. Le future impiccagioni avverranno nella Prigione Centrale del Kuwait, nel distretto rurale di Suliabiya.
— FONTI
- (Fonti: Dpa, 02/05/2006)
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