KIRGHIZISTAN. CONDANNATI A MORTE DAL PASSATO REGIME, ORA CHIEDONO REVISIONE DEI PROCESSI
in una lettera pubblicata sui media locali, più di 20 condannati a morte kirghizi hanno chiesto al presidente Kurmanbek Bakiyev di autorizzare la revisione dei loro processi.
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in una lettera pubblicata sui media locali, più di 20 condannati a morte kirghizi hanno chiesto al presidente Kurmanbek Bakiyev di autorizzare la revisione dei loro processi.
Nella lettera i prigionieri sostengono di essere innocenti e definiscono le loro condanne come “emesse dai giudici-fantoccio del passato regime”.
“Né le indagini né i tribunali hanno dimostrato le accuse contro di noi. I casi sono stati costruiti da agenti al servizio dell’ex presidente Askar Akayev, che per estorcere confessioni hanno usato ogni mezzo, mentre i veri criminali scappavano impuniti”.
Gli autori della lettera chiedono al Presidente Bakiyev di istituire una commissione formata da rappresentanti delle procure, dei tribunali, della società civile e da esperti di diritto, per “condurre esami approfonditi dei casi e giungere a sentenze eque sulla base della legge”.
“Non chiediamo né favori né clemenza, ma solo di essere giudicati in accordo con la legge. Speriamo che dopo un’analisi approfondita dei nostri casi la giustizia possa finalmente trionfare”, conclude la lettera.
Nella lettera i prigionieri sostengono di essere innocenti e definiscono le loro condanne come “emesse dai giudici-fantoccio del passato regime”.
“Né le indagini né i tribunali hanno dimostrato le accuse contro di noi. I casi sono stati costruiti da agenti al servizio dell’ex presidente Askar Akayev, che per estorcere confessioni hanno usato ogni mezzo, mentre i veri criminali scappavano impuniti”.
Gli autori della lettera chiedono al Presidente Bakiyev di istituire una commissione formata da rappresentanti delle procure, dei tribunali, della società civile e da esperti di diritto, per “condurre esami approfonditi dei casi e giungere a sentenze eque sulla base della legge”.
“Non chiediamo né favori né clemenza, ma solo di essere giudicati in accordo con la legge. Speriamo che dopo un’analisi approfondita dei nostri casi la giustizia possa finalmente trionfare”, conclude la lettera.
— FONTI
- (Fonti: Interfax, 27/03/2006)
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