KENYA: ALTA CORTE DICHIARA INCOSTITUZIONALE LA PENA DI MORTE OBBLIGATORIA
l'Alta Corte del Kenya ha stabilito nei giorni scorsi che la pena di morte obbligatoria in relazione ai reati capitali è incostituzionale.
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l'Alta Corte del Kenya ha stabilito nei giorni scorsi che la pena di morte obbligatoria in relazione ai reati capitali è incostituzionale.
Una petizione era stata presentata dal detenuto e studente di legge Wilson Kinyua, e da altri 11 prigionieri nel braccio della morte del Carcere di Massima Sicurezza di Kamiti. In una sentenza storica pronunciata il 15 settembre 2016, è stato stabilito che le sezioni della legge non soddisfano il requisito costituzionale di fissare precisi e distinti gradi di differenziazione di aggravanti per il reato di rapina e tentata rapina, per rispondere adeguatamente alle accuse e preparare la difesa.
I firmatari, guidati da Wilson, hanno sostenuto che per applicare la pena di morte si dovrebbe prima avere la possibilità di difendersi nelle udienze attraverso un processo delle attenuanti.
La sentenza stabilisce che i fattori attenuanti e altri requisiti pre-sentenza debbano essere ricevuti ed esaminati dai tribunali al fine di un processo equo, abolendo la condanna capitale obbligatoria attualmente prescritta per un reato capitale.
La Corte, tuttavia, non si è pronunciata in favore dell'abolizione della pena di morte su tutta la linea affermando che "la pena di morte non è una punizione crudele, inumana e degradante. Tuttavia, semplicemente non può essere inflitta a qualsiasi persona riconosciuta colpevole di reato capitale". Si tratta chiaramente di un risultato deludente per Wilson, tuttavia sono stati fatti passi straordinari per cambiare la legge in modo tale che l'impatto positivo sarà sentito in tutta la comunità carceraria. La sentenza è stata anche sospesa per 18 mesi in modo che la legge venga rivista per le incongruenze presenti e modificata di conseguenza, una sentenza che i firmatari desiderano sfidare, chiedendo una risoluzione immediata per i loro casi.
Una petizione era stata presentata dal detenuto e studente di legge Wilson Kinyua, e da altri 11 prigionieri nel braccio della morte del Carcere di Massima Sicurezza di Kamiti. In una sentenza storica pronunciata il 15 settembre 2016, è stato stabilito che le sezioni della legge non soddisfano il requisito costituzionale di fissare precisi e distinti gradi di differenziazione di aggravanti per il reato di rapina e tentata rapina, per rispondere adeguatamente alle accuse e preparare la difesa.
I firmatari, guidati da Wilson, hanno sostenuto che per applicare la pena di morte si dovrebbe prima avere la possibilità di difendersi nelle udienze attraverso un processo delle attenuanti.
La sentenza stabilisce che i fattori attenuanti e altri requisiti pre-sentenza debbano essere ricevuti ed esaminati dai tribunali al fine di un processo equo, abolendo la condanna capitale obbligatoria attualmente prescritta per un reato capitale.
La Corte, tuttavia, non si è pronunciata in favore dell'abolizione della pena di morte su tutta la linea affermando che "la pena di morte non è una punizione crudele, inumana e degradante. Tuttavia, semplicemente non può essere inflitta a qualsiasi persona riconosciuta colpevole di reato capitale". Si tratta chiaramente di un risultato deludente per Wilson, tuttavia sono stati fatti passi straordinari per cambiare la legge in modo tale che l'impatto positivo sarà sentito in tutta la comunità carceraria. La sentenza è stata anche sospesa per 18 mesi in modo che la legge venga rivista per le incongruenze presenti e modificata di conseguenza, una sentenza che i firmatari desiderano sfidare, chiedendo una risoluzione immediata per i loro casi.
— FONTI
- (Fonti: africanprisons.org, 24/09/2016)
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