ITALIA-SIRIA: ESPULSO AL MOLKY, “MI MANDANO A MORIRE”
Maged Al Molky, il capo del commando palestinese che nel 1985 dirotto' l'Achille Lauro e uccise un cittadino americano, e' stato espulso dall'Italia verso la Siria, dove rischia la condanna a morte.
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Maged Al Molky, il capo del commando palestinese che nel 1985 dirottò l'Achille Lauro e uccise un cittadino americano, Eè stato espulso dall'Italia verso la Siria, dove rischia la condanna a morte.
L’espulsione è avvenuta nonostante l’uomo debba ancora scontare in Italia 3 anni di liberta' vigilata e penda ancora un ricorso contro la sua espulsione davanti al Giudice di Pace. Al Molky, che è sposato con una cittadina italiana, ha trascorso 23 anni e otto mesi in carcere in Italia, con una riduzione per buona condotta della pena di trent'anni.
"Mi mandano a morire", ha detto l'uomo quando Eè arrivato, scortato da due poliziotti, nell'aeroporto di Fiumicino, ha riferito l'agenzia Telenews. Il suo avvocato, Granfranco Pagano, ha spiegato che c'Eè la probabilità che Al Molky sia condannato a morte.
Matteo Mecacci, deputato radicale membro della Commissione Esteri, dopo aver rivolto assieme al segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia un appello urgente al Governo italiano rimasto inascoltato per differire l’espulsione, ha annunciato che presentera’ un’interrogazione urgente al Ministro degli Esteri e al Ministro dell’Interno.
“Occorre che il Ministero dell’Interno e il Ministero degli Esteri chiariscano al piu’ presto al Parlamento su quali basi giuridiche, e politiche, l’Italia ha proceduto all’espulsione di Al Molky in Siria, dove in base alle dichiarazioni del suo legale rischia la pena di morte, ed essendo pendente davanti al giudice di pace un ricorso contro l’espulsione”, ha dichiarato Mecacci.
“Questa espulsione affrettata suscita ancora piu’ perplessita’ se si pensa che proprio l’Italia nei giorni scorsi ha dato la propria disponibilita’ agli Stati Uniti ad accogliere alcuni detenuti della prigione di Guantanamo nel nostro paese, proprio per il rischio che possano essere torturati o uccisi nei loro paesi di origine”, ha aggiunto il deputato.
L’espulsione è avvenuta nonostante l’uomo debba ancora scontare in Italia 3 anni di liberta' vigilata e penda ancora un ricorso contro la sua espulsione davanti al Giudice di Pace. Al Molky, che è sposato con una cittadina italiana, ha trascorso 23 anni e otto mesi in carcere in Italia, con una riduzione per buona condotta della pena di trent'anni.
"Mi mandano a morire", ha detto l'uomo quando Eè arrivato, scortato da due poliziotti, nell'aeroporto di Fiumicino, ha riferito l'agenzia Telenews. Il suo avvocato, Granfranco Pagano, ha spiegato che c'Eè la probabilità che Al Molky sia condannato a morte.
Matteo Mecacci, deputato radicale membro della Commissione Esteri, dopo aver rivolto assieme al segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia un appello urgente al Governo italiano rimasto inascoltato per differire l’espulsione, ha annunciato che presentera’ un’interrogazione urgente al Ministro degli Esteri e al Ministro dell’Interno.
“Occorre che il Ministero dell’Interno e il Ministero degli Esteri chiariscano al piu’ presto al Parlamento su quali basi giuridiche, e politiche, l’Italia ha proceduto all’espulsione di Al Molky in Siria, dove in base alle dichiarazioni del suo legale rischia la pena di morte, ed essendo pendente davanti al giudice di pace un ricorso contro l’espulsione”, ha dichiarato Mecacci.
“Questa espulsione affrettata suscita ancora piu’ perplessita’ se si pensa che proprio l’Italia nei giorni scorsi ha dato la propria disponibilita’ agli Stati Uniti ad accogliere alcuni detenuti della prigione di Guantanamo nel nostro paese, proprio per il rischio che possano essere torturati o uccisi nei loro paesi di origine”, ha aggiunto il deputato.
— FONTI
- (Fonti: AGI, 27/06/2009; radicali.it, 29/06/2009)
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