IRAQ: PRESIDENTE PARLAMENTO CHIEDE SOSPENSIONE ESECUZIONI
il Presidente del Parlamento iracheno Iyad al-Samarrai ha chiesto la sospensione delle esecuzioni capitali nel
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il Presidente del Parlamento iracheno Iyad al-Samarrai ha chiesto la sospensione delle esecuzioni capitali nel Paese fino a dopo le elezioni di gennaio, affinché i partiti politici non usino questo tema in campagna elettorale.
Al-Samarrai ha avanzato la richiesta al Ministero della Giustizia dopo aver ricevuto una lettera dal presidente della Commissione Giustizia del Parlamento, Baha Hussein al-Araji, preoccupato che i partiti al potere possano rafforzarsi sostenendo di aver fatto giustiziare numerosi criminali.
Araji è un membro del blocco parlamentare fedele al leader radicale sciita Moqtada al-Sadr.
Nella lettera, copia della quale è in possesso dell’agenzia AFP, Araji chiede a Samarrai di “istruire il Ministero della Giustizia affinché sospenda le esecuzioni già approvate (dal Consiglio di Presidenza iracheno), in modo che non possano essere usate politicamente dai partiti al potere”.
Il Consiglio di Presidenza è composto dal Presidente Jamal Talabani e dai suoi due vice, che devono approvare congiuntamente ogni esecuzione.
Nel corso di un meeting con le famiglie delle persone uccise o imprigionate dal partito Baath dell’ex dittatore Saddam Hussein, il Primo Ministro Nuri al-Maliki ha esortato il Consiglio di Presidenza a continuare ad autorizzare le esecuzioni.
Almeno otto ex alti funzionari del regime di Saddam sono stati condannati a morte, tra cui Ali Hassan al-Madjid, noto come “Ali il chimico”, e due fratellastri dell’ex dittatore.
Le loro condanne a morte sono state accolte con festeggiamenti da sciiti e curdi, due comunità ferocemente oppresse in tutto l’Iraq dal regime di Saddam.
Baghdad ha reintrodotto la pena di morte nel 2004, dopo una breve moratoria seguita all’invasione del Paese nel 2003, guidata dagli Stati Uniti.
In Iraq ci sono almeno 1000 persone in attesa di essere giustiziate, secondo un rapporto diffuso a settembre da Amnesty International.
Al-Samarrai ha avanzato la richiesta al Ministero della Giustizia dopo aver ricevuto una lettera dal presidente della Commissione Giustizia del Parlamento, Baha Hussein al-Araji, preoccupato che i partiti al potere possano rafforzarsi sostenendo di aver fatto giustiziare numerosi criminali.
Araji è un membro del blocco parlamentare fedele al leader radicale sciita Moqtada al-Sadr.
Nella lettera, copia della quale è in possesso dell’agenzia AFP, Araji chiede a Samarrai di “istruire il Ministero della Giustizia affinché sospenda le esecuzioni già approvate (dal Consiglio di Presidenza iracheno), in modo che non possano essere usate politicamente dai partiti al potere”.
Il Consiglio di Presidenza è composto dal Presidente Jamal Talabani e dai suoi due vice, che devono approvare congiuntamente ogni esecuzione.
Nel corso di un meeting con le famiglie delle persone uccise o imprigionate dal partito Baath dell’ex dittatore Saddam Hussein, il Primo Ministro Nuri al-Maliki ha esortato il Consiglio di Presidenza a continuare ad autorizzare le esecuzioni.
Almeno otto ex alti funzionari del regime di Saddam sono stati condannati a morte, tra cui Ali Hassan al-Madjid, noto come “Ali il chimico”, e due fratellastri dell’ex dittatore.
Le loro condanne a morte sono state accolte con festeggiamenti da sciiti e curdi, due comunità ferocemente oppresse in tutto l’Iraq dal regime di Saddam.
Baghdad ha reintrodotto la pena di morte nel 2004, dopo una breve moratoria seguita all’invasione del Paese nel 2003, guidata dagli Stati Uniti.
In Iraq ci sono almeno 1000 persone in attesa di essere giustiziate, secondo un rapporto diffuso a settembre da Amnesty International.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 02/11/2009)
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