IRAN. TEHERAN ALL' ITALIA, NO A INTERFERENZE
'Ogni Paese indipendente combatte il crimine secondo le sue leggi, e ogni interferenza in questo campo e' un'interferenza negli affari interni di un Paese'
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'Ogni Paese indipendente combatte il crimine secondo le sue leggi, e ogni interferenza in questo campo Eè un'interferenza negli affari interni di un Paese'.
Cosi' il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Mohammad Ali Hosseini ha reagito alle 'forti inquietudini' espresse dalla Farnesina per l'ondata di impiccagioni - molte delle quali pubbliche - delle ultime settimane nella Repubblica islamica.
'Nessuna interferenza', gli ha risposto poco dopo il vice ministro degli Esteri Ugo Intini. Si tratta soltanto, ha sottolineato a nome della Farnesina, di un'iniziativa che rientra nella lotta alla pena di morte di cui l'Italia ha fatto 'una bandiera in campo internazionale'. Ma soprattutto Teheran conosce le 'buone intenzioni' dell'Italia che crede al 'dialogo' ed alla ricerca di 'soluzioni politiche' a tutti i conflitti in atto nella regione.
Lo scambio di battute tra le due diplomazie trae origine da una comunicazione fatta avere dal ministero degli Esteri italiano all'ambasciata iraniana a Roma, in seguito ad un forte aumento delle impiccagioni registrate nelle ultime settimane nella Repubblica islamica.
Ma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, interpellato durante la sua conferenza stampa settimanale, ha criticato il modo con il quale la stampa occidentale, che a suo parere persegue dei 'fini politici', tratta queste notizie, a partire proprio dal caso dei due giornalisti curdi.
'EÈ una copertura - ha affermato Hosseini - basata su due opinioni: la prima che i due siano stati condannati in quanto giornalisti, la seconda, perche' sono curdi'. Ma cio' non Eè vero, ha aggiunto il portavoce, perche' 'le sentenze emesse dalla magistratura iraniana riguardano le violazioni della legge' e 'non hanno nulla a che vedere con l'appartenenza etnica, la professione o la carica' dei condannati.
Hosseini non ha commentato le osservazioni della Farnesina secondo le quali i capi d'imputazione di alcuni impiccati recentemente contenevano anche 'accuse di omosessualita''. Le inchieste e i processi in Iran, ha affermato il portavoce, rientrano esclusivamente 'nel quadro della responsabilita' della magistratura'.
'La lotta alla pena di morte Eè una battaglia di principio per un mondo piu' stabile e piu' giusto', ha affermato nella sua contro-risposta Intini, tenendo a sottolineare che non si tratta di un argomento usato strumentalmente contro Teheran.
L'Italia da mesi sta conducendo una vivace battaglia internazionale per arrivare ad una moratoria universale della pena di morte: la presidenza di turno portoghese della Ue il prossimo settembre dovrebbe presentare all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York una risoluzione in tal senso che dovra' essere discussa e votata dal Palazzo di Vetro.
Cosi' il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Mohammad Ali Hosseini ha reagito alle 'forti inquietudini' espresse dalla Farnesina per l'ondata di impiccagioni - molte delle quali pubbliche - delle ultime settimane nella Repubblica islamica.
'Nessuna interferenza', gli ha risposto poco dopo il vice ministro degli Esteri Ugo Intini. Si tratta soltanto, ha sottolineato a nome della Farnesina, di un'iniziativa che rientra nella lotta alla pena di morte di cui l'Italia ha fatto 'una bandiera in campo internazionale'. Ma soprattutto Teheran conosce le 'buone intenzioni' dell'Italia che crede al 'dialogo' ed alla ricerca di 'soluzioni politiche' a tutti i conflitti in atto nella regione.
Lo scambio di battute tra le due diplomazie trae origine da una comunicazione fatta avere dal ministero degli Esteri italiano all'ambasciata iraniana a Roma, in seguito ad un forte aumento delle impiccagioni registrate nelle ultime settimane nella Repubblica islamica.
Ma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, interpellato durante la sua conferenza stampa settimanale, ha criticato il modo con il quale la stampa occidentale, che a suo parere persegue dei 'fini politici', tratta queste notizie, a partire proprio dal caso dei due giornalisti curdi.
'EÈ una copertura - ha affermato Hosseini - basata su due opinioni: la prima che i due siano stati condannati in quanto giornalisti, la seconda, perche' sono curdi'. Ma cio' non Eè vero, ha aggiunto il portavoce, perche' 'le sentenze emesse dalla magistratura iraniana riguardano le violazioni della legge' e 'non hanno nulla a che vedere con l'appartenenza etnica, la professione o la carica' dei condannati.
Hosseini non ha commentato le osservazioni della Farnesina secondo le quali i capi d'imputazione di alcuni impiccati recentemente contenevano anche 'accuse di omosessualita''. Le inchieste e i processi in Iran, ha affermato il portavoce, rientrano esclusivamente 'nel quadro della responsabilita' della magistratura'.
'La lotta alla pena di morte Eè una battaglia di principio per un mondo piu' stabile e piu' giusto', ha affermato nella sua contro-risposta Intini, tenendo a sottolineare che non si tratta di un argomento usato strumentalmente contro Teheran.
L'Italia da mesi sta conducendo una vivace battaglia internazionale per arrivare ad una moratoria universale della pena di morte: la presidenza di turno portoghese della Ue il prossimo settembre dovrebbe presentare all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York una risoluzione in tal senso che dovra' essere discussa e votata dal Palazzo di Vetro.
— FONTI
- (Fonti: Ansa, 05/08/2007)
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