IRAN: SEGRETARIO CONSIGLIO DEI GUARDIANI ESIGE PIÙ ESECUZIONI
Ahmad Jannati, Segretario del Consiglio dei Guardiani iraniano e figura di spicco della fazione legata alla guida suprema Khamenei, ha ribadito nel suo sermone del venerdì il bisogno di difendere il “velayat e-faqih” (assoluto ruolo del clero).
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Ahmad Jannati, Segretario del Consiglio dei Guardiani iraniano e figura di spicco della fazione legata alla guida suprema Khamenei, ha ribadito nel suo sermone del venerdì il bisogno di difendere il “velayat e-faqih” (assoluto ruolo del clero).
Le agenzie di stampa ufficiali riportano che Jannati, riferendosi alla rivolta nel Paese, ha detto: “I rivoltosi … propugnatori di corruzione sulla terra … quelli che cercano di distruggere la struttura (del regime) … i nemici della rivoluzione che intendono far crollare (il regime) … non devono essere trattati con compassione. La tolleranza ha un limite, è tempo di durezza”.
Temendo la sollevazione in occasione dell’anniversario della rivoluzione del 1979 in febbraio, Jannati si è rivolto al capo della magistratura dicendo: “Come lei ha velocemente giustiziato due mohareb (nemici di Dio), deve agire fermamente con il resto di loro … se i rivoltosi non vengono trattati con la massima fermezza, un più nero futuro ci aspetta”.
Nel tentativo di giustificare i crimini del regime ha dichiarato: “Dio dice che dovete duramente attaccare e uccidere tre gruppi di persone, se non smettono di comportarsi in questo modo: i monafeqin (letteralmente significa ipocriti, un termine dispregiativo usato dal regime in riferimento ai Mojahedin del Popolo Iraniano), gente con cattive intenzioni, e quelli che seminano scandalo. Usando termini duri e fermi, Dio dice che questi tre gruppi devono essere uccisi senza pietà”. E poi ha aggiunto, “Le ragioni di quello che è successo (nel giorno dell’Ashura) è dovuto al fatto che noi abbiamo agito fino a questo momento con debolezza. Se noi continuiamo a dimostrare debolezza, andiamo incontro a problemi, quindi dobbiamo essere fermi”.
Nel frattempo, il mullah Hassani, rappresentante di Khamenei nella città occidentale di Orumieh, ha espresso la propria soddisfazione per l’esecuzione di prigionieri politici e ha detto “Per prevenire ulteriori ribellioni, i corpi dei giustiziati devono essere esibiti davanti agli occhi della gente nelle vie di Teheran”. Ha aggiunto: “Le lingue di quelli che dicono Repubblica Iraniana anziché Repubblica Islamica devono essere tagliate”.
Le agenzie di stampa ufficiali riportano che Jannati, riferendosi alla rivolta nel Paese, ha detto: “I rivoltosi … propugnatori di corruzione sulla terra … quelli che cercano di distruggere la struttura (del regime) … i nemici della rivoluzione che intendono far crollare (il regime) … non devono essere trattati con compassione. La tolleranza ha un limite, è tempo di durezza”.
Temendo la sollevazione in occasione dell’anniversario della rivoluzione del 1979 in febbraio, Jannati si è rivolto al capo della magistratura dicendo: “Come lei ha velocemente giustiziato due mohareb (nemici di Dio), deve agire fermamente con il resto di loro … se i rivoltosi non vengono trattati con la massima fermezza, un più nero futuro ci aspetta”.
Nel tentativo di giustificare i crimini del regime ha dichiarato: “Dio dice che dovete duramente attaccare e uccidere tre gruppi di persone, se non smettono di comportarsi in questo modo: i monafeqin (letteralmente significa ipocriti, un termine dispregiativo usato dal regime in riferimento ai Mojahedin del Popolo Iraniano), gente con cattive intenzioni, e quelli che seminano scandalo. Usando termini duri e fermi, Dio dice che questi tre gruppi devono essere uccisi senza pietà”. E poi ha aggiunto, “Le ragioni di quello che è successo (nel giorno dell’Ashura) è dovuto al fatto che noi abbiamo agito fino a questo momento con debolezza. Se noi continuiamo a dimostrare debolezza, andiamo incontro a problemi, quindi dobbiamo essere fermi”.
Nel frattempo, il mullah Hassani, rappresentante di Khamenei nella città occidentale di Orumieh, ha espresso la propria soddisfazione per l’esecuzione di prigionieri politici e ha detto “Per prevenire ulteriori ribellioni, i corpi dei giustiziati devono essere esibiti davanti agli occhi della gente nelle vie di Teheran”. Ha aggiunto: “Le lingue di quelli che dicono Repubblica Iraniana anziché Repubblica Islamica devono essere tagliate”.
— FONTI
- (Fonti: CNRI, 30/01/2010)
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