IRAN: RAPPORTO ANNUALE SULLA PENA DI MORTE NEL 2011
Iran Human Rights (IHR) ha reso pubblico il suo Rapporto annuale sulla pena di morte nel 2011 in Iran. Il Rapporto è stato presentato in conferenza stampa al Senato Italiano, al Comune di Parigi e all'Università di Oslo la scorsa settimana.
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Iran Human Rights (IHR) ha reso pubblico il suo Rapporto annuale sulla pena di morte nel 2011 in Iran. Il Rapporto è stato presentato in conferenza stampa al Senato Italiano, al Comune di Parigi e all'Università di Oslo la scorsa settimana.
Secondo Iran Human Rights (IHR), ONG con sede in Norvegia che si batte contro la pena di morte nella Repubblica Islamica, nel 2011 in Iran sono state effettuate almeno 676 esecuzioni, un aumento spaventoso rispetto agli anni precedenti e con un drastico aumento delle esecuzioni in pubblico.
Il rapporto di IHR è basato principalmente su fonti iraniane ufficiali e diverse fonti indipendenti: 416 (62%) delle 676 esecuzioni sono state riportate da agenzie di stampa statali o alti funzionari della magistratura iraniana.
IHR sottolinea che il numero effettivo delle esecuzioni in Iran è probabilmente molto superiore ai dati forniti nel suo rapporto annuale.
Nel 2011, IHR ha ricevuto anche notizie di esecuzioni, non riportate da media ufficiali, giunte da oltre 15 prigioni iraniane: alcune sono state confermate da avvocati e familiari dei prigionieri che erano stati preavvisati dell'esecuzione; in altri casi, le esecuzioni vanno classificate come "segrete", dal momento che né gli avvocati né i familiari sono stati informati prima che l'esecuzione venisse effettuata. IHR ha ricevuto segnalazioni di più di 70 altre esecuzioni che non sono state incluse nel suo conteggio.
Limitatamente alle esecuzioni rese note dalle autorità iraniane, i reati che hanno motivato le condanne a morte sono così suddivisi per quanto riguarda la ricorrenza: traffico di droga (71% dei casi); stupro (13%); omicidio (7%); moharebeh (fare guerra a Dio) (4%); rapina a mano armata (1%); sodomia (1%); per il 3% delle esecuzioni annunciate dai media del regime non è stato indicato il tipo di reato.
Le donne impiccate sono state almeno 15, ma solo nel caso di tre di loro c'è stata la conferma ufficiale delle autorità iraniane.
Nel 2011, le esecuzioni pubbliche sono più che triplicate con almeno 65 persone impiccate sulla pubblica piazza. Questo è il più alto numero di esecuzioni pubbliche in più di 10 anni.
L'esecuzione di minorenni è proseguita nel 2011, fatto che pone l’Iran in aperta violazione della Convenzione sui Diritti del Fanciullo che pure ha ratificato. Almeno 4 persone sono state impiccate, dopo essere state condannate per reati commessi quando avevano meno di 18 anni. Due di loro erano ancora sotto i 18 anni nel momento in cui sono state giustiziate. Due altri minorenni sarebbero stati giustiziati nel 2011 secondo fonti non ufficiali.
Secondo Iran Human Rights (IHR), ONG con sede in Norvegia che si batte contro la pena di morte nella Repubblica Islamica, nel 2011 in Iran sono state effettuate almeno 676 esecuzioni, un aumento spaventoso rispetto agli anni precedenti e con un drastico aumento delle esecuzioni in pubblico.
Il rapporto di IHR è basato principalmente su fonti iraniane ufficiali e diverse fonti indipendenti: 416 (62%) delle 676 esecuzioni sono state riportate da agenzie di stampa statali o alti funzionari della magistratura iraniana.
IHR sottolinea che il numero effettivo delle esecuzioni in Iran è probabilmente molto superiore ai dati forniti nel suo rapporto annuale.
Nel 2011, IHR ha ricevuto anche notizie di esecuzioni, non riportate da media ufficiali, giunte da oltre 15 prigioni iraniane: alcune sono state confermate da avvocati e familiari dei prigionieri che erano stati preavvisati dell'esecuzione; in altri casi, le esecuzioni vanno classificate come "segrete", dal momento che né gli avvocati né i familiari sono stati informati prima che l'esecuzione venisse effettuata. IHR ha ricevuto segnalazioni di più di 70 altre esecuzioni che non sono state incluse nel suo conteggio.
Limitatamente alle esecuzioni rese note dalle autorità iraniane, i reati che hanno motivato le condanne a morte sono così suddivisi per quanto riguarda la ricorrenza: traffico di droga (71% dei casi); stupro (13%); omicidio (7%); moharebeh (fare guerra a Dio) (4%); rapina a mano armata (1%); sodomia (1%); per il 3% delle esecuzioni annunciate dai media del regime non è stato indicato il tipo di reato.
Le donne impiccate sono state almeno 15, ma solo nel caso di tre di loro c'è stata la conferma ufficiale delle autorità iraniane.
Nel 2011, le esecuzioni pubbliche sono più che triplicate con almeno 65 persone impiccate sulla pubblica piazza. Questo è il più alto numero di esecuzioni pubbliche in più di 10 anni.
L'esecuzione di minorenni è proseguita nel 2011, fatto che pone l’Iran in aperta violazione della Convenzione sui Diritti del Fanciullo che pure ha ratificato. Almeno 4 persone sono state impiccate, dopo essere state condannate per reati commessi quando avevano meno di 18 anni. Due di loro erano ancora sotto i 18 anni nel momento in cui sono state giustiziate. Due altri minorenni sarebbero stati giustiziati nel 2011 secondo fonti non ufficiali.
— FONTI
- (Fonti: IHR, 04/03/2012)
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