IRAN. MINORI, PROIBITE ESECUZIONI PER REATI DI DROGA
una nuova direttiva dell’autorità giudiziaria iraniana proibisce nel paese l’esecuzione di minorenni riconosciuti
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una nuova direttiva dell’autorità giudiziaria iraniana proibisce nel paese l’esecuzione di minorenni riconosciuti colpevoli di reati di droga, mantenendo tuttavia la pena di morte per quelli colpevoli di omicidio, ha dichiarato il Vice Procuratore di Stato, Hossein Zabhi.
In base alla direttiva – ha spiegato Zabhi – i giudici continueranno nel rispetto delle leggi islamiche iraniane ad emettere condanne a morte nei confronti di minori di 18 anni responsabili di omicidio, nel caso in cui la famiglia della vittima non accetti il pagamento del “prezzo del sangue”, accordando il perdono al colpevole.
“La nuova direttiva proibisce le esecuzioni di minorenni solo nel caso commettano reati di droga punibili con la pena di morte”, ha dichiarato Zabhi, precisando che nessun minore è stato mai giustiziato in Iran per reati di droga.
"Non possiamo rifiutare alla famiglia della persona uccisa il diritto legale di reclamare la ‘qisas’, il principio cioè dell’occhio per occhio”, ha aggiunto il Vice Procuratore.
Il provvedimento, reso pubblico oggi ma firmato più di un anno fa, non ha alcun effetto sui 120 minori attualmente nel braccio della morte iraniano, ha detto Zabhi, senza tuttavia spiegare perché sia trascorso così tanto tempo prima di renderlo noto.
"I minorenni colpevoli di reati di droga di primo grado saranno condannati all’ergastolo”, ha concluso.
In base alla direttiva – ha spiegato Zabhi – i giudici continueranno nel rispetto delle leggi islamiche iraniane ad emettere condanne a morte nei confronti di minori di 18 anni responsabili di omicidio, nel caso in cui la famiglia della vittima non accetti il pagamento del “prezzo del sangue”, accordando il perdono al colpevole.
“La nuova direttiva proibisce le esecuzioni di minorenni solo nel caso commettano reati di droga punibili con la pena di morte”, ha dichiarato Zabhi, precisando che nessun minore è stato mai giustiziato in Iran per reati di droga.
"Non possiamo rifiutare alla famiglia della persona uccisa il diritto legale di reclamare la ‘qisas’, il principio cioè dell’occhio per occhio”, ha aggiunto il Vice Procuratore.
Il provvedimento, reso pubblico oggi ma firmato più di un anno fa, non ha alcun effetto sui 120 minori attualmente nel braccio della morte iraniano, ha detto Zabhi, senza tuttavia spiegare perché sia trascorso così tanto tempo prima di renderlo noto.
"I minorenni colpevoli di reati di droga di primo grado saranno condannati all’ergastolo”, ha concluso.
— FONTI
- (Fonti: Ap, 18/10/2008)
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