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IRAN - Majid Adineh giustiziato il 23 agosto

Un 'manifestante'

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IRAN - Majid Adineh giustiziato il 23 agosto

23/08/2026 - IRAN. Majid Adineh giustiziato il 23 agosto

Un “manifestante”

I media statali hanno riportato l’esecuzione di Majid Adineh, un manifestante arrestato in relazione alle proteste del gennaio 2026 a Karaj, in una località non resa nota. Majid è la ventinovesima persona ad essere giustiziata in relazione alle proteste di gennaio dal 19 marzo.

Centinaia di manifestanti, di cui oltre 70 nella sola Isfahan, rischiano attualmente la pena di morte in Iran. IHR continua a lanciare l’allarme sull’escalation delle esecuzioni di detenuti politici.

Secondo l’agenzia di stampa Mizan, affiliata alla magistratura, Majid Adineh è stato impiccato in un luogo tenuto segreto il 23 agosto 2026. Era stato arrestato insieme a un’altra persona non identificata nella tarda serata del 9 gennaio a Karaj, nella provincia di Alborz, con l’accusa di aver partecipato alle proteste di Karaj dell’8 e del 9 gennaio. IHR ha accertato che il luogo dell’esecuzione è stato il penitenziario di Karaj (prigione centrale). Un video della «confessione» forzata di Majid in tribunale è stato trasmesso in seguito all’annuncio della sua esecuzione.

Majid è stato accusato di «azione operativa a favore di gruppi ostili, del regime sionista e degli Stati Uniti; di moharebeh (ostilità contro Dio) mediante incendio doloso; di associazione e collusione con l’intento di commettere reati contro la sicurezza interna del Paese; di attività di propaganda contro il sacro sistema della Repubblica Islamica dell’Iran; di possesso non autorizzato di un’arma da fuoco, precisamente una pistola, insieme a tre caricatori carichi e 30 colpi; di possesso non autorizzato di due pistole elettriche stordenti; e di possesso non autorizzato di due bombolette di spray al gas lacrimogeno».

Il Tribunale rivoluzionario di Karaj lo ha condannato a morte e alla confisca di tutti i beni con l’accusa di «azione operativa a favore del regime sionista, degli Stati Uniti e di gruppi ostili ai sensi dell’articolo 1 della Legge sull’inasprimento delle pene per spionaggio e cooperazione con il regime sionista e i paesi ostili contro la sicurezza e gli interessi nazionali».

Secondo il rapporto ufficiale, «le perizie tecniche e forensi hanno stabilito che l’arma sequestrata era stata utilizzata tra l’8 e il 9 gennaio», un’affermazione già avanzata in precedenza nel caso di Mehdi Khanaki. 

Non sono disponibili informazioni indipendenti sul caso di Majid Adineh.

FONTI
  • (Fonte: IHR)
  • https://iranhr.net/en/articles/8983/