IRAN. IMPICCATO IN PUBBLICO NELLA PROVINCIA DI GILAN
un uomo è stato impiccato in pubblico nella provincia iraniana di Gilan, all’esterno del carcere di Nashtaroud.
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un uomo è stato impiccato in pubblico nella provincia iraniana di Gilan, all’esterno del carcere di Nashtaroud.
Lo riporta la Resistenza iraniana, che identifica il giustiziato come Qanbar Kelari, 34 anni. Era stato condannato per droga.
Numerosi residenti di Nashtaroud si sarebbero scontrati per ore con le forze di sicurezza ed i funzionari giudiziari incaricati di effettuare l’impiccagione, nel tentativo di impedire il trasferimento del cadavere dal luogo dell’esecuzione.
Lo scorso 31 gennaio, il capo della magistratura iraniana Mahmoud Hashemi Shahroudi ha vietato le esecuzioni pubbliche, salvo specifica autorizzazione.
“Abbiamo più volte visto spettatori mostrare simpatia nei confronti di chi sta per essere giustiziato in pubblico ed esprimere invece disapprovazione nei confronti dell’esecuzione”, avrebbe ammesso un sostituto procuratore di Teheran, riportato il 31 gennaio dal giornale governativo Javan.
“Con minor dispendio di energie, le esecuzioni possono essere effettuate in prigione”, ha aggiunto. Diversi organi di stampa iraniani hanno evidenziato che le impiccagioni in piazza, oltre a provocare rabbia negli spettatori, hanno danneggiato l’immagine del paese a livello internazionale.
Lo riporta la Resistenza iraniana, che identifica il giustiziato come Qanbar Kelari, 34 anni. Era stato condannato per droga.
Numerosi residenti di Nashtaroud si sarebbero scontrati per ore con le forze di sicurezza ed i funzionari giudiziari incaricati di effettuare l’impiccagione, nel tentativo di impedire il trasferimento del cadavere dal luogo dell’esecuzione.
Lo scorso 31 gennaio, il capo della magistratura iraniana Mahmoud Hashemi Shahroudi ha vietato le esecuzioni pubbliche, salvo specifica autorizzazione.
“Abbiamo più volte visto spettatori mostrare simpatia nei confronti di chi sta per essere giustiziato in pubblico ed esprimere invece disapprovazione nei confronti dell’esecuzione”, avrebbe ammesso un sostituto procuratore di Teheran, riportato il 31 gennaio dal giornale governativo Javan.
“Con minor dispendio di energie, le esecuzioni possono essere effettuate in prigione”, ha aggiunto. Diversi organi di stampa iraniani hanno evidenziato che le impiccagioni in piazza, oltre a provocare rabbia negli spettatori, hanno danneggiato l’immagine del paese a livello internazionale.
— FONTI
- (Fonti: NCRI, 22/10/2008; http://www.capitalpunishmentuk.org)
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