IRAN. AUTORITA’ NEGANO PENA DI MORTE APPLICATA AI MINORENNI
l'Iran non applica la pena di morte ai minorenni: e' quanto sostiene in una nota l'ambasciata della Repubblica Islamica a Roma dopo le denunce dell'associazione 'Nessuno tocchi Caino', che in una conferenza stampa dello scorso 17 febbraio aveva messo
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l'Iran non applica la pena di morte ai minorenni: e' quanto sostiene in una nota l'ambasciata della Repubblica Islamica a Roma dopo le denunce dell'associazione 'Nessuno tocchi Caino', che in una conferenza stampa dello scorso 17 febbraio aveva messo all'indice il regime degli ayatollah.
Secondo l'associazione, infatti, ''la pena di morte, secondo il codice penale iraniano, riguarda anche i minorenni - femmine di eta' maggiore ai 9 anni e maschi con piu' di 15 - e ben otto sono stati quelli giustiziati nel 2005''.
''Per quanto riguarda la pena di morte per le persone di eta' inferiore ai 18 anni - replicano all'ambasciata - si rammenta che in Iran dal 2003, in base ad una disposizione del Capo del
Potere Giudiziario, e' vietato condannare persone che al momento del reato erano minorenni''.
L'ambasciata respinge anche i numeri delle esecuzioni di pene capitali forniti da 'Nessuno tocchi Caino' (113 nel 2005 e 140 da quando Ahmadinejad e' al potere), bollando le statistiche
come ''false o esagerate'': ''le esecuzioni, che viene asserito siano state eseguite negli ultimi anni, non sono mai avvenute''.
Sul caso Nazarin, poi, la ragazza condannata a morte lo scorso 7 gennaio perche' - secondo l'associazione - nel marzo 2005 a Teheran avrebbe ucciso a soli 17 anni con un coltello uno
dei due uomini che tentavano di violentarla, i diplomatici iraniani scrivono che ''la suddetta si chiama in realta' Mahabad Fatehi, che al momento del reato aveva piu' di 18 anni e che la
storia della legittima difesa non corrisponde a verita''', perche' ''ella e' una persona moralmente corrotta e ha ucciso a causa di divergenze finanziarie''. ''In base alle leggi attuali - si legge ancora nella nota - la legittima difesa viene riconosciuta, ma nello stesso tempo, come in tutti gli altri
Paesi, deve essere provata''.
Inoltre il sistema giudiziario iraniano ''prevede quattro gradi di giudizio e la sentenza di Nazarin e' primaria e appellabile nel caso in cui se ne riscontrassero le condizioni''.
Ultimo affondo contro una delle fonti citate da 'Nessuno tocchi Caino': il Consiglio nazionale della resistenza iraniana.
L'MKO, afferma l'ambasciata della Repubblica Islamica a Roma, ''e' un gruppuscolo terroristico eversivo e odiato dalle popolazioni dell'Iran, dell'Iraq e del Kuwait'', nonche' ''complice di numerosi crimini di Saddam Hussein'': dal momento che ''figura nella lista dei gruppi terroristici degli Stati
Uniti e dell'Unione Europea'' sta cercando ''disperatamente di riabilitare il proprio passato criminoso e sarebbe pertanto opportuna - conclude la nota - una maggiore attenzione da parte dei mass-media nel diffondere informazioni provenienti da una simile fonte''.
Secondo l'associazione, infatti, ''la pena di morte, secondo il codice penale iraniano, riguarda anche i minorenni - femmine di eta' maggiore ai 9 anni e maschi con piu' di 15 - e ben otto sono stati quelli giustiziati nel 2005''.
''Per quanto riguarda la pena di morte per le persone di eta' inferiore ai 18 anni - replicano all'ambasciata - si rammenta che in Iran dal 2003, in base ad una disposizione del Capo del
Potere Giudiziario, e' vietato condannare persone che al momento del reato erano minorenni''.
L'ambasciata respinge anche i numeri delle esecuzioni di pene capitali forniti da 'Nessuno tocchi Caino' (113 nel 2005 e 140 da quando Ahmadinejad e' al potere), bollando le statistiche
come ''false o esagerate'': ''le esecuzioni, che viene asserito siano state eseguite negli ultimi anni, non sono mai avvenute''.
Sul caso Nazarin, poi, la ragazza condannata a morte lo scorso 7 gennaio perche' - secondo l'associazione - nel marzo 2005 a Teheran avrebbe ucciso a soli 17 anni con un coltello uno
dei due uomini che tentavano di violentarla, i diplomatici iraniani scrivono che ''la suddetta si chiama in realta' Mahabad Fatehi, che al momento del reato aveva piu' di 18 anni e che la
storia della legittima difesa non corrisponde a verita''', perche' ''ella e' una persona moralmente corrotta e ha ucciso a causa di divergenze finanziarie''. ''In base alle leggi attuali - si legge ancora nella nota - la legittima difesa viene riconosciuta, ma nello stesso tempo, come in tutti gli altri
Paesi, deve essere provata''.
Inoltre il sistema giudiziario iraniano ''prevede quattro gradi di giudizio e la sentenza di Nazarin e' primaria e appellabile nel caso in cui se ne riscontrassero le condizioni''.
Ultimo affondo contro una delle fonti citate da 'Nessuno tocchi Caino': il Consiglio nazionale della resistenza iraniana.
L'MKO, afferma l'ambasciata della Repubblica Islamica a Roma, ''e' un gruppuscolo terroristico eversivo e odiato dalle popolazioni dell'Iran, dell'Iraq e del Kuwait'', nonche' ''complice di numerosi crimini di Saddam Hussein'': dal momento che ''figura nella lista dei gruppi terroristici degli Stati
Uniti e dell'Unione Europea'' sta cercando ''disperatamente di riabilitare il proprio passato criminoso e sarebbe pertanto opportuna - conclude la nota - una maggiore attenzione da parte dei mass-media nel diffondere informazioni provenienti da una simile fonte''.
— FONTI
- (Fonti: Ansa, 14/03/2006)
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