IRAN - Amirhossein Maleki e Amirhossein Ebrahimi giustiziati a Isfahan il 3 novembre
2 ‘manifestanti’


03/11/2026 - IRAN. Amirhossein Maleki e Amirhossein Ebrahimi giustiziati a Isfahan il 3 novembre
2 “manifestanti”
Le condanne a morte di Amirhossein Maleki e Amirhossein Ebrahimi, due ventenni arrestati durante le proteste del gennaio 2026 a Isfahan, sono state eseguite nel carcere centrale di Isfahan (prigione di Dastgerd). I due giovani sono stati processati e condannati a morte nell’ambito del caso noto come “caso di piazza Ali Khani” a Isfahan. Con le loro esecuzioni, il numero delle persone giustiziate in relazione a questo caso è salito a nove.
Secondo HRANA, che cita l’agenzia di stampa Mizan, le condanne a morte sono state eseguite il 3 novembre 2026.
Il Centro Stampa della Magistratura ha affermato che quattro agenti delle forze dell’ordine sono stati uccisi durante le proteste dell’8 gennaio 2026 in piazza Ali Khani a Isfahan. L’istituzione ha inoltre sostenuto che alcuni manifestanti abbiano aggredito le forze dell’ordine e danneggiato edifici e beni pubblici.
Nel descrivere le accuse a carico di Amirhossein Ebrahimi, Mizan ha affermato che questi fosse presente in piazza Ali Khani il giorno dell’incidente e che, mentre era in possesso di un’arma da taglio, abbia partecipato alla distruzione di beni pubblici e all’aggressione delle forze dell’ordine. Secondo il rapporto, il signor Ebrahimi si sarebbe nascosto a casa di un parente dopo l’incidente e sarebbe stato successivamente arrestato insieme al fratello.
Il giornale ha inoltre affermato che Amirhossein Maleki, noto come “Daichi”, era presente sulla scena e avrebbe avuto un ruolo nella morte degli agenti delle forze dell’ordine. La magistratura ha citato la localizzazione del cellulare, le dichiarazioni degli imputati e altre prove del caso come motivi per attribuirgli le accuse.
Secondo Mizan, i due detenuti sono stati condannati a morte con l’accusa di «moharebeh» (ostilità contro Dio) e «efsad fel-arz» (corruzione sulla terra) per atti contro la sicurezza nazionale, uso di armi e creazione di una diffusa insicurezza. Le loro sentenze sono state riesaminate dalla Corte Suprema a seguito dei ricorsi in appello e sono state eseguite dopo la conferma.
HRANA aveva già segnalato diverse preoccupazioni relative al rispetto delle garanzie processuali in questo caso, tra cui le restrizioni all’effettivo accesso degli imputati e dei loro avvocati agli atti processuali, le udienze condotte in videoconferenza, la mancata fornitura di copie complete delle sentenze e le accuse di pressioni e torture durante gli interrogatori.
Va notato che le condanne a morte di Erfan Esfandiari e Golmohammad Mohammadi erano state già eseguite il 19 luglio 2026; quelle di Abolfazl Sepahi e Amirhossein Safari il 28 luglio 2026; e quella di Ghaem Hosseini il 20 agosto 2026. Inoltre, Alireza Sepahi e Alireza Raisi, altri due imputati nel caso, sono stati giustiziati il 5 ottobre 2026 nella prigione di Dastgerd a Isfahan.
Nella fase iniziale del processo, 15 imputati in questo caso erano stati condannati a morte. Secondo le informazioni fornite da un avvocato, la condanna a morte di un imputato è stata annullata da un’autorità giudiziaria superiore, mentre quelle dei restanti 14 sono state confermate.
Sono stati identificati come Alireza Sepahi, Abolfazl Sepahi, Erfan Esfandiari, Golmohammad Mohammadi, Amirhossein Safari, Ghaem Hosseini, Shervin Bagherian, Amirhossein Maleki, Ali Dashti, Abolfazl Ebrahimi, Alireza Raisi e Amirhossein Ebrahimi Analouche.
- (Fonte: Hrana)
- https://www.en-hrana.org/january-protests-amirhossein-maleki-and-amirhossein-ebrahimi-executed/
- https://iranhr.net/en/articles/9178/
- https://hengaw.org/en/content/news-execution-2026-11-03-18124
