Nessuno tocchi Caino
AUSTRALIA

INDONESIA. PICCOLA MANIFESTAZIONE PRO-CONDANNA A MORTE

un piccolo ma turbolento gruppo di dimostranti hanno protestato al processo di Schapelle Leigh Corby, un’australiana accusata di aver portato marijuana in un resort di Bali in Indonesia chiedendo che fosse condannata a morte.

1 MIN DI LETTURA
un piccolo ma turbolento gruppo di dimostranti hanno protestato al processo di Schapelle Leigh Corby, un’australiana accusata di aver portato marijuana in un resort di Bali in Indonesia chiedendo che fosse condannata a morte. La ventina di dimostranti ha alzato cartelli per chiedere ai giudici di pronunciare una condanna a morte nei confronti della studentessa Corby, di 27 anni, accusata di aver importato 4.2 kg (9.2 pounds) di droga. Alcuni dei cartelli che chiedevano la pena di morte sono stati fatti passare dalle finestre della corte. Una lite è sorta tra la madre di Corby, Rosleigh Rose, e una dimostrante che reggeva un cartello con su scritto "Morte per i trafficanti di droga a Bali!"
"Quanto sei stata pagata per portare questo cartello? Lei è innocente ma nessuno si preoccupa di provarlo là dentro," ha detto Rosleigh quando è uscita dalla corte visibilmente arrabbiata mentre spruzzava i dimostranti con delle bottiglie d’acqua. Corby ha rigettato le accuse insistendo che lei non sapeva della droga, il maggior quantitativo di cannabis mai sequestrato all’aeroporto, trovata nella sua sacca. Ha detto che i funzionari l’hanno umiliata ordinandole di spogliarsi.
Il Ministro degli esteri australiano Alexander Downer ha detto che il suo paese chiederà la grazia nel caso in cui Corby sia condannata alla pena di morte che è la pena massima per reati di droga in Indonesia.
FONTI
  • (Fonti: Agence France Presse, 17/02/2005)