INDONESIA. 20 NIGERIANI RISCHIANO IMMINENTE ESECUZIONE
sono venti i cittadini nigeriani a rischio di imminente esecuzione in Indonesia per reati legati
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sono venti i cittadini nigeriani a rischio di imminente esecuzione in Indonesia per reati legati alla droga. Le stesse autorità indonesiane hanno annunciato lo scorso weekend che tutto è pronto per praticare le esecuzioni, proprio mentre il governo federale nigeriano chiedeva clemenza per i propri cittadini.
La richiesta di clemenza è stata avanzata per conto del governo federale dal ministro di Stato per gli Affari Esteri Alhaji Tijani Kaura, intervenuto al pranzo svoltosi in onore dell’ambasciatore indonesiano uscente Nurhadi Djazuli.
Si tratta della terza richiesta in meno di tre mesi affinché le autorità indonesiane consentano ai 20 cittadini nigeriani di scontare una pena nel loro paese.
L’ambasciatore Djazuli ha sottolineato come le leggi indonesiane relative ai reati di droga costituiscano un punto fermo, preferendo poi spostare il discorso sulle relazioni tra i due paesi, che ha definito cordiali.
Djazuli ha ricordato come “entrambi i paesi aderiscono allo spirito della conferenza afroasiatica di Bandung e ai principi del Movimento dei paesi Non-Allineati nel regolare le relazioni tra le nazioni, incluso il rispetto della sovranità altrui nella gestione delle questioni interne”.
Pur riconoscendo come indiscutibili le leggi dell’Indonesia, l’esponente nigeriano si è appellato affinché, nel caso di questi 20 condannati a morte, la Giustizia venga temperata dalla clemenza.
“La prego di intervenire su questa vicenda, una volta rientrato in Indonesia”, ha detto Kaura all’ambasciatore uscente Djazuli.
Sono state inoltre ricordate le esecuzioni di Samuel Iwuchukwu Okoye e Hansen Anthony Nwaolisa, due nigeriani giustiziati in Indonesia lo scorso 26 giugno per traffico di droga.
Le due esecuzioni furono effettuate nonostante le richieste di commutazione o sospensione della pena inoltrate dal ministro degli Affari Esteri nigeriano Ojo Maduekwe, oltre che della convocazione dell’ambasciatore Djazuli presso gli uffici dello stesso Maduekwe, il 30 maggio 2008.
La richiesta di clemenza è stata avanzata per conto del governo federale dal ministro di Stato per gli Affari Esteri Alhaji Tijani Kaura, intervenuto al pranzo svoltosi in onore dell’ambasciatore indonesiano uscente Nurhadi Djazuli.
Si tratta della terza richiesta in meno di tre mesi affinché le autorità indonesiane consentano ai 20 cittadini nigeriani di scontare una pena nel loro paese.
L’ambasciatore Djazuli ha sottolineato come le leggi indonesiane relative ai reati di droga costituiscano un punto fermo, preferendo poi spostare il discorso sulle relazioni tra i due paesi, che ha definito cordiali.
Djazuli ha ricordato come “entrambi i paesi aderiscono allo spirito della conferenza afroasiatica di Bandung e ai principi del Movimento dei paesi Non-Allineati nel regolare le relazioni tra le nazioni, incluso il rispetto della sovranità altrui nella gestione delle questioni interne”.
Pur riconoscendo come indiscutibili le leggi dell’Indonesia, l’esponente nigeriano si è appellato affinché, nel caso di questi 20 condannati a morte, la Giustizia venga temperata dalla clemenza.
“La prego di intervenire su questa vicenda, una volta rientrato in Indonesia”, ha detto Kaura all’ambasciatore uscente Djazuli.
Sono state inoltre ricordate le esecuzioni di Samuel Iwuchukwu Okoye e Hansen Anthony Nwaolisa, due nigeriani giustiziati in Indonesia lo scorso 26 giugno per traffico di droga.
Le due esecuzioni furono effettuate nonostante le richieste di commutazione o sospensione della pena inoltrate dal ministro degli Affari Esteri nigeriano Ojo Maduekwe, oltre che della convocazione dell’ambasciatore Djazuli presso gli uffici dello stesso Maduekwe, il 30 maggio 2008.
— FONTI
- (Fonti: Nigerian Tribune, 01/09/2008)
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