INDIA: SPOSI RIBELLI UCCISI DA PARENTI, 5 CONDANNE A MORTE
un tribunale indiano ha condannato alla pena di morte cinque persone, ed una sesta all'ergastolo
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un tribunale indiano ha condannato alla pena di morte cinque persone, ed una sesta all'ergastolo, per aver ucciso due giovani che si erano sposati contro il volere delle rispettive famiglie. La notizia della sentenza – considerata storica – è stata diffusa dall’agenzia di stampa Pti.
Nonostante i ripetuti avvertimenti da parte dei genitori e parenti, Manoj, 23 anni, aveva sposato la sua amata 19/enne Babli il 18 maggio 2007 a Chandigarh, nello Stato settentrionale di Haryana.
Di fronte alla violazione delle norme sociali che prevedono per il matrimonio il consenso dei familiari, un 'panchayat' (consiglio di giustizia) del villaggio di Karora, nel distretto di Kaithal, ha autorizzato i familiari a porre rimedio 'in ogni modo' all'oltraggio.
Cosi', i due giovani sono stati sequestrati il 15 giugno successivo, ed i loro cadaveri sono poi stati ritrovati mutilati, e con le mani amputate, in un canale.
I condannati a morte, per i quali i difensori hanno gia' annunciato un ricorso in appello, sono tutti parenti della ragazza: il fratello, due zii e due cugini. La persona condannata all'ergastolo e' il presidente del 'panchayat' che ha autorizzato le uccisioni.
Il pubblico ministero nel processo, durato 33 mesi, ha definito 'storica' la sentenza poiche', ha sostenuto, i 'panchayat' 'agiscono contro la legge. Prendono la legge nelle loro mani e nonostante la protezione dei tribunali esistenti, coppie innocenti vengono uccise'.
Di fronte alla violazione delle norme sociali che prevedono per il matrimonio il consenso dei familiari, un 'panchayat' (consiglio di giustizia) del villaggio di Karora, nel distretto di Kaithal, ha autorizzato i familiari a porre rimedio 'in ogni modo' all'oltraggio.
Cosi', i due giovani sono stati sequestrati il 15 giugno successivo, ed i loro cadaveri sono poi stati ritrovati mutilati, e con le mani amputate, in un canale.
I condannati a morte, per i quali i difensori hanno gia' annunciato un ricorso in appello, sono tutti parenti della ragazza: il fratello, due zii e due cugini. La persona condannata all'ergastolo e' il presidente del 'panchayat' che ha autorizzato le uccisioni.
Il pubblico ministero nel processo, durato 33 mesi, ha definito 'storica' la sentenza poiche', ha sostenuto, i 'panchayat' 'agiscono contro la legge. Prendono la legge nelle loro mani e nonostante la protezione dei tribunali esistenti, coppie innocenti vengono uccise'.
— FONTI
- (Fonti: ANSA, 30/03/2010)
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