INDIA: PRESIDENTE RESPINGE CLEMENZA PER SEI CONDANNATI A MORTE
il Presidente indiano Pranab Mukherjee ha respinto le domande di grazia del serial killer Surinder Koli e di
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il Presidente indiano Pranab Mukherjee ha respinto le domande di grazia del serial killer Surinder Koli e di altri cinque detenuti nel braccio della morte.
Oltre a Koli, condannato a morte in un agghiacciante caso di sequestro, abuso e omicidio di diversi minori nel villaggio di Nithari a Noida, gli altri la cui l’istanza di clemenza è stata respinta sono: Renukabai e Seema, due sorelle colpevoli di aver rapito e brutalmente assassinato numerosi bambini; Rajendra Prahladrao Wasnik, condannato per aver stuprato e ucciso una ragazza minorenne; Jagdish, che ha ucciso la moglie e cinque figli; Holiram Bordoloi, che aveva bruciato due persone e fatta a pezzi un’altra nel 1996.
Il 18 giugno, il Ministro degli Interni dell'Unione Rajnath Singh aveva raccomandato al Presidente di respingere le richieste di grazia in tutti e cinque i casi.
Anche se i sei condannati a morte possono comunque impugnare il rigetto della loro istanza, in tre casi, il lasso di tempo di tre anni e meno tra la conferma della pena capitale da parte della Corte Suprema e la decisione del Presidente di non concedere la clemenza sarebbe tale da non consentire la commutazione della pena. Nel febbraio 2014, la Corte Suprema aveva commutato in ergastolo le pene di 15 condannati a morte in ragione dell’eccessivo ritardo nella decisione dell’Esecutivo sulle loro istanze – che la Corte non ha quantificato, anche se nei casi in questione variava da 7 a 11 anni – e della intervenuta malattia mentale.
Oltre a Koli, condannato a morte in un agghiacciante caso di sequestro, abuso e omicidio di diversi minori nel villaggio di Nithari a Noida, gli altri la cui l’istanza di clemenza è stata respinta sono: Renukabai e Seema, due sorelle colpevoli di aver rapito e brutalmente assassinato numerosi bambini; Rajendra Prahladrao Wasnik, condannato per aver stuprato e ucciso una ragazza minorenne; Jagdish, che ha ucciso la moglie e cinque figli; Holiram Bordoloi, che aveva bruciato due persone e fatta a pezzi un’altra nel 1996.
Il 18 giugno, il Ministro degli Interni dell'Unione Rajnath Singh aveva raccomandato al Presidente di respingere le richieste di grazia in tutti e cinque i casi.
Anche se i sei condannati a morte possono comunque impugnare il rigetto della loro istanza, in tre casi, il lasso di tempo di tre anni e meno tra la conferma della pena capitale da parte della Corte Suprema e la decisione del Presidente di non concedere la clemenza sarebbe tale da non consentire la commutazione della pena. Nel febbraio 2014, la Corte Suprema aveva commutato in ergastolo le pene di 15 condannati a morte in ragione dell’eccessivo ritardo nella decisione dell’Esecutivo sulle loro istanze – che la Corte non ha quantificato, anche se nei casi in questione variava da 7 a 11 anni – e della intervenuta malattia mentale.
— FONTI
- (Fonti: TNN e jagranjosh.com, 19/07/2014)
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