Nessuno tocchi Caino
ARABIA SAUDITA

INDIA. PARTITO CHIEDE AL PRIMO MINISTRO DI SALVARE CITTADINO INDIANO

il partito Gandheeya Navasakthi Sanghom ha chiesto con urgenza al Primo Ministro indiano, Manmohan Singh, di compiere un passo per evitare che sia decapitato in Arabia Saudita un cittadino indiano riconosciuto colpevole di traffico di droga.

1 MIN DI LETTURA
il partito Gandheeya Navasakthi Sanghom ha chiesto con urgenza al Primo Ministro indiano, Manmohan Singh, di compiere un passo per evitare che sia decapitato in Arabia Saudita un cittadino indiano riconosciuto colpevole di traffico di droga. Il Presidente del partito Sangham, Mar George Theckedath, ha detto che durante gli ultimi anni, circa 20 cittadini indiani, in gran parte dello stato indiano di Kerala, sono stati decapitati in Arabia Saudita per traffico di droga. 
Ha detto che all’ultima vittima, Sayyid Elwy, alias Shah Jahan Atee Barambeel, decapitato il 22 febbraio erano stati negati dei diritti fondamentali. Né in primo grado, né in appello gli era stata posta la domanda cruciale se avesse messo lui o qualcun altro la droga nella sua sacca. Ha poi fatto notare che diversamente rispetto a quanto accade per i cittadini indiani, nessun cittadino di paesi occidentali condannato a morte per droga è mai stato giustiziato in Arabia Saudita. Il Dr. Theckedath ha detto che una mozione adottata dal Sangham chiede al Primo Ministro di offrire al Governo saudita una compensazione per le vittime, di impegnarsi ad assicurare che i bagagli dei cittadini provenienti dall’India non contengano droga e di istituire una commissione su tutte le decapitazioni compiute dal 1990.
FONTI
  • (Fonti: The Hindu, 10/03/2005)