INDIA. LA CORTE SUPREMA CONFERMA LA CONDANNA A MORTE DI UN UOMO COLPEVOLE DI OMICIDIO
la Corte Suprema dell’India ha confermato la sentenza capitale emessa da un tribunale di primo grado di Assam nei confronti di Holiram Bordoloi, “un capo villaggio che ha ucciso tre persone per dimostrare la sua supremazia sugli altri”.
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la Corte Suprema dell’India ha confermato la sentenza capitale emessa da un tribunale di primo grado di Assam nei confronti di Holiram Bordoloi, “un capo villaggio che ha ucciso tre persone per dimostrare la sua supremazia sugli altri”.
Bordoloi ha ucciso un uomo e il figlio di sei anni spingendoli dentro una casa in fiamme e serrando la porta. Il bambino aveva tentato di venir fuori ma era stato ributtato dentro tra le fiamme.
Bordoloi, un impiegato governativo, ha poi trascinato il fratello maggiore dell’uomo fuori dalla sua casa e lo ha ucciso a colpi d’ascia davanti alla gente presente.
Definendo gli omicidi a sangue freddo, una sezione composta dai giudici K.G. Balakrishnan e B.N. Srikrishna ha stabilito che non vi era nessuna ragione per non confermare la pena di morte.
I giudici hanno detto che non vi era stata provocazione da parte delle vittime e gli assassinii erano stati programmati e concepiti al fine di dissuadere altri nel villaggio dal mettere in discussione la supremazia di Bordoloi.
L’uomo si era appellato contro la sentenza capitale per chiedere una sua commutazione in ergastolo, ma la Corte ha affermato: "Non vi è stata nessuna umanità nè compassione (in Bordoloi) e il fatto ha colpito profondamente la coscienza collettiva della comunità." In precedenza, Bordoloi era stato condannato a morte dal trbunale di prima istanza di Assam e la sentenza confermata dall’Alta Corte di Gauhati.
Bordoloi ha ucciso un uomo e il figlio di sei anni spingendoli dentro una casa in fiamme e serrando la porta. Il bambino aveva tentato di venir fuori ma era stato ributtato dentro tra le fiamme.
Bordoloi, un impiegato governativo, ha poi trascinato il fratello maggiore dell’uomo fuori dalla sua casa e lo ha ucciso a colpi d’ascia davanti alla gente presente.
Definendo gli omicidi a sangue freddo, una sezione composta dai giudici K.G. Balakrishnan e B.N. Srikrishna ha stabilito che non vi era nessuna ragione per non confermare la pena di morte.
I giudici hanno detto che non vi era stata provocazione da parte delle vittime e gli assassinii erano stati programmati e concepiti al fine di dissuadere altri nel villaggio dal mettere in discussione la supremazia di Bordoloi.
L’uomo si era appellato contro la sentenza capitale per chiedere una sua commutazione in ergastolo, ma la Corte ha affermato: "Non vi è stata nessuna umanità nè compassione (in Bordoloi) e il fatto ha colpito profondamente la coscienza collettiva della comunità." In precedenza, Bordoloi era stato condannato a morte dal trbunale di prima istanza di Assam e la sentenza confermata dall’Alta Corte di Gauhati.
— FONTI
- (Fonti: www.webindia123.com, 14/04/2005)
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