INDIA: IMPICCAGIONE SOSPESA DALLA CORTE SUPREMA
la Corte Suprema indiana ha formalmente sospeso l’impiccagione di Maganlal Barela nella
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la Corte Suprema indiana ha formalmente sospeso l’impiccagione di Maganlal Barela nella prigione centrale di Jabalpur, e ha chiesto che tutti i documenti relativi al caso siano presentati entro due settimane.
La sera del 7 agosto, il Presidente della Corte Suprema P Sathasivam ha sospeso l'esecuzione che era prevista all’alba dell’8 agosto e che sarebbe stata effettuata dallo stesso boia che ha messo a morte il terrorista pakistano Ajmal Kasab. La sospensione è stata concessa dopo che membri della Unione Popolare per i Diritti Democratici si sono recati presso la residenza di Sathasivam chiedendo un'audizione urgente, la sera del 7 agosto.
Barela è stato condannato a morte nel 2011 per aver decapitato le sue cinque figlie nel distretto Sehore dello stato di Madhya Pradesh. Il Presidente indiano Pranab Mukherjee ha respinto la richiesta di clemenza di Maganlal il 22 luglio 2013, dopo l’archiviazione della richiesta di commutazione in ergastolo da parte dell’alta corte del Madhya Pradesh e della Corte Suprema indiana. L’uomo uccise le figlie Arti (4 anni), Savita (5), Leela (6), Jamuna (1), e Phool Kanwar (2) con un'ascia a seguito di una controversia sulla proprietà con le sue due mogli, l’11 giugno 2010. La polizia lo ha denunciato ai sensi della sezione 302 del codice penale.
La sera del 7 agosto, il Presidente della Corte Suprema P Sathasivam ha sospeso l'esecuzione che era prevista all’alba dell’8 agosto e che sarebbe stata effettuata dallo stesso boia che ha messo a morte il terrorista pakistano Ajmal Kasab. La sospensione è stata concessa dopo che membri della Unione Popolare per i Diritti Democratici si sono recati presso la residenza di Sathasivam chiedendo un'audizione urgente, la sera del 7 agosto.
Barela è stato condannato a morte nel 2011 per aver decapitato le sue cinque figlie nel distretto Sehore dello stato di Madhya Pradesh. Il Presidente indiano Pranab Mukherjee ha respinto la richiesta di clemenza di Maganlal il 22 luglio 2013, dopo l’archiviazione della richiesta di commutazione in ergastolo da parte dell’alta corte del Madhya Pradesh e della Corte Suprema indiana. L’uomo uccise le figlie Arti (4 anni), Savita (5), Leela (6), Jamuna (1), e Phool Kanwar (2) con un'ascia a seguito di una controversia sulla proprietà con le sue due mogli, l’11 giugno 2010. La polizia lo ha denunciato ai sensi della sezione 302 del codice penale.
— FONTI
- (Fonti: indiatvnews.com, 08/08/2013)
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