INDIA: IL DETENUTO PUÒ ESSERE ‘RIFORMATO’, CONDANNA A MORTE COMMUTATA
un uomo di 56 anni che era stato condannato a morte per aver stuprato e ucciso una bambina di tre anni ha
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un uomo di 56 anni che era stato condannato a morte per aver stuprato e ucciso una bambina di tre anni ha ricevuto la commutazione in ergastolo ad opera dell'Alta Corte di Delhi.
La Corte ha considerato il rapporto del funzionario addetto alla sorveglianza sulle possibilità di riforma e riabilitazione di Bharat Singh, concludendo che il detenuto può essere "riformato".
L'alta corte il 17 aprile aveva confermato la colpevolezza e la sentenza di Singh per aver violentato la minore. Tuttavia si era riservata di decidere se mandare Singh al patibolo per l'omicidio, come stabilito dal tribunale di primo grado, o condannarlo all’ergastolo. I giudici S Muralidhar e Mukta Gupta, che dovevano decidere sull’appello di Singh, hanno chiesto al governo di Delhi di nominare un addetto alla sorveglianza che valutasse la possibilità di "riabilitare o riformare" il detenuto o se costituisse ancora una minaccia per la società.
"... Per quanto riguarda il caso di specie, la Corte rileva il feedback positivo ricevuto dal funzionario addetto alla sorveglianza per quanto riguarda la condotta del ricorrente (Singh) in carcere e la sua disponibilità ad assistere detenuti anziani e in difficoltà. "Alla luce delle relazioni di cui sopra, la Corte conclude che esiste una possibilità che il detenuto possa essere riformato e riabilitato. Si trova in carcere dal mese di aprile 2011. Nel corso della sua detenzione ci sarà opportunità di valutare gli effetti positivi delle misure di correzione", ha detto la Corte.
Il 15 gennaio 2013 il tribunale di primo grado aveva assegnato la pena di morte a Singh per l'omicidio e l'ergastolo per lo stupro della bambina, includendo il caso nella categoria dei “più rari tra i rari”, che richiedono la pena di morte.
La bambina, scomparsa il 9 aprile 2011 da casa, fu rapita dal detenuto, una guardia di sicurezza privata presso una fattoria, che l’avrebbe violentata nella propria stanza.
L'alta corte il 17 aprile aveva confermato la colpevolezza e la sentenza di Singh per aver violentato la minore. Tuttavia si era riservata di decidere se mandare Singh al patibolo per l'omicidio, come stabilito dal tribunale di primo grado, o condannarlo all’ergastolo. I giudici S Muralidhar e Mukta Gupta, che dovevano decidere sull’appello di Singh, hanno chiesto al governo di Delhi di nominare un addetto alla sorveglianza che valutasse la possibilità di "riabilitare o riformare" il detenuto o se costituisse ancora una minaccia per la società.
"... Per quanto riguarda il caso di specie, la Corte rileva il feedback positivo ricevuto dal funzionario addetto alla sorveglianza per quanto riguarda la condotta del ricorrente (Singh) in carcere e la sua disponibilità ad assistere detenuti anziani e in difficoltà. "Alla luce delle relazioni di cui sopra, la Corte conclude che esiste una possibilità che il detenuto possa essere riformato e riabilitato. Si trova in carcere dal mese di aprile 2011. Nel corso della sua detenzione ci sarà opportunità di valutare gli effetti positivi delle misure di correzione", ha detto la Corte.
Il 15 gennaio 2013 il tribunale di primo grado aveva assegnato la pena di morte a Singh per l'omicidio e l'ergastolo per lo stupro della bambina, includendo il caso nella categoria dei “più rari tra i rari”, che richiedono la pena di morte.
La bambina, scomparsa il 9 aprile 2011 da casa, fu rapita dal detenuto, una guardia di sicurezza privata presso una fattoria, che l’avrebbe violentata nella propria stanza.
— FONTI
- (Fonti: ibnlive.in.com, 04/11/2014)
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