INDIA. CONDANNA A MORTE SOSPESA PER ASHFAQ
la Corte Suprema indiana ha sospeso la condanna a morte del pakistano Mohd Arif
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la Corte Suprema indiana ha sospeso la condanna a morte del pakistano Mohd Arif, noto come Ashfaq, riconosciuto colpevole per l’attacco contro il Red Fort di Nuova Delhi, avvenuto nel 2000.
La condanna a morte di Ashfaq, militante del gruppo Lashkar-e-Toiba, era stata in precedenza confermata dall’Alta Corte di Delhi.
Davanti ai giudici G P Mathur e P Sathasivam della Corte Suprema, gli avvocati della difesa hanno sostenuto che l’Alta Corte ha sbagliato nel condannare Ashfaq, considerati i deboli elementi portati dal pubblico ministero nella ricostruzione della catena di eventi che condussero all’attacco contro il Red Fort.
L’Alta Corte aveva respinto l’appello di Ashfaq contro la condanna a morte emessa da un tribunale di grado inferiore, che lo aveva riconosciuto colpevole di guerra contro lo Stato e degli omicidi di tre persone, commessi al Red Fort nella notte del 22 dicembre 2000.
Nella stessa occasione, l’Alta Corte aveva invece assolto altre sei persone, inclusa la moglie indiana di Ashfaq, Rehamana Yosuf Farooqui, e Nazir Ahmed Qasid e Farooq Ahmed Qasid, padre e figlio, tutti inizialmente condannati all’ergastolo per aver partecipato all’attacco.
La condanna a morte di Ashfaq, militante del gruppo Lashkar-e-Toiba, era stata in precedenza confermata dall’Alta Corte di Delhi.
Davanti ai giudici G P Mathur e P Sathasivam della Corte Suprema, gli avvocati della difesa hanno sostenuto che l’Alta Corte ha sbagliato nel condannare Ashfaq, considerati i deboli elementi portati dal pubblico ministero nella ricostruzione della catena di eventi che condussero all’attacco contro il Red Fort.
L’Alta Corte aveva respinto l’appello di Ashfaq contro la condanna a morte emessa da un tribunale di grado inferiore, che lo aveva riconosciuto colpevole di guerra contro lo Stato e degli omicidi di tre persone, commessi al Red Fort nella notte del 22 dicembre 2000.
Nella stessa occasione, l’Alta Corte aveva invece assolto altre sei persone, inclusa la moglie indiana di Ashfaq, Rehamana Yosuf Farooqui, e Nazir Ahmed Qasid e Farooq Ahmed Qasid, padre e figlio, tutti inizialmente condannati all’ergastolo per aver partecipato all’attacco.
— FONTI
- (Fonti: Times of India, 04/12/2007)
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