INDIA: COMMUTAZIONE IN ERGASTOLO
la Corte Suprema indiana ha ridotto in ergastolo la condanna a morte emessa
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la Corte Suprema indiana ha ridotto in ergastolo la condanna a morte emessa nei confronti di un uomo che avrebbe decapitato la propria madre in seguito ad una lite.
I giudici A K Patnaik e Swatanter Kumar hanno stabilito che essendo l’omicida - Absar Alam alias Afsar Alam – un analfabeta e avendo agito in un attacco d’ira, il principio del crimine “più raro tra i rari” non può applicarsi a questo caso del Bihar.
“Alam è un contadino analfabeta che non controlla le proprie emozioni ed ha reagito in modo impulsivo e sproporzionato”, ha scritto nella sentenza il giudice Patnaik.
Secondo l’accusa, il 2 febbraio 2007 Alam avrebbe decapitato sua madre, che riteneva responsabile dell’allontanamento da casa di sua moglie Sakerun Nisha, a seguito di una lite con la suocera.
Un tribunale del Bihar aveva definito il crimine estremamente brutale, diabolico e rivoltante, considerandolo “più raro tra i rari” ed emettendo quindi la condanna a morte.
La Corte Suprema ha stabilito invece che le condizioni mentali di Alam siano uno dei fattori di cui tener conto nell’emettere la sentenza.
“Per queste ragioni convertiamo la condanna a morte in ergastolo, sulla base della Sezione 302 (omicidio) del codice penale, accogliendo in parte il ricorso”, hanno detto i giudici.
“Per queste ragioni convertiamo la condanna a morte in ergastolo, sulla base della Sezione 302 (omicidio) del codice penale, accogliendo in parte il ricorso”, hanno detto i giudici.
— FONTI
- (Fonti: PTI, 07/02/2012)
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