INDIA. CARCERE DI TRIPURA IN LUTTO PER ESECUZIONE DI SAMIR
è stato segnalato malumore tra i detenuti e il personale del carcere centrale dello Stato indiano di Tripura per la condanna a morte di Samir Bhaumik, accusato di stupro e omicidio di minore.
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è stato segnalato malumore tra i detenuti e il personale del carcere centrale dello Stato indiano di Tripura per la condanna a morte di Samir Bhaumik, accusato di stupro e omicidio di minore. Il giudice della Corte d’Assise Distrettuale del Tripura occidentale, Subhash Bhattacharjee, aveva condannato Samir alla pena capitale il 3 giugno per aver ucciso una bambina di 7 anni, Puja Dutta, dopo averla violentata nel suo studio in Dicembre 2002.
Nel verdetto lungo 185 pagine, il giudice ha commentato: “E’ il più raro tra i rari crimini che meritano la pena più severa.” La decisione ha sorpreso i detenuti, convinti che Samir avrebbe ricevuto l’ergastolo.
Secondo le autorità del carcere, solo due su 234 prigionieri hanno accettato il pasto la sera del 3 giugno, quando anche Samir aveva smesso di mangiare. Il verdetto ha prodotto reazioni diverse nello Stato. Sebbene la maggioranza della popolazione sia a favore della pena capitale per crimini efferati, una parte ha sollevato obiezioni contro il giudice, sostenendo che “la pena di morte è solo un altro delitto tutelato dalla costituzione, un atto ancora più pericoloso e inumano per la società civile.”
Nel verdetto lungo 185 pagine, il giudice ha commentato: “E’ il più raro tra i rari crimini che meritano la pena più severa.” La decisione ha sorpreso i detenuti, convinti che Samir avrebbe ricevuto l’ergastolo.
Secondo le autorità del carcere, solo due su 234 prigionieri hanno accettato il pasto la sera del 3 giugno, quando anche Samir aveva smesso di mangiare. Il verdetto ha prodotto reazioni diverse nello Stato. Sebbene la maggioranza della popolazione sia a favore della pena capitale per crimini efferati, una parte ha sollevato obiezioni contro il giudice, sostenendo che “la pena di morte è solo un altro delitto tutelato dalla costituzione, un atto ancora più pericoloso e inumano per la società civile.”
— FONTI
- (Fonti: Deccan Herald, 04/06/2005)
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