Nessuno tocchi Caino
IRAN·PENA DI MORTE·4 DICEMBRE 2002·1 MIN DI LETTURA

In una lettera aperta alla stampa, l'accademico dissidente...

In una lettera aperta alla stampa, l'accademico dissidente iraniano Hashim Aghajari ha sfidato i suoi avversari conservatori, definendo la sua condanna a morte per blasfemia una condanna politica

In una lettera aperta alla stampa, l'accademico dissidente iraniano Hashim Aghajari ha sfidato i suoi avversari conservatori, definendo la sua condanna a morte per blasfemia una condanna politica. Aghajari, che ha scatenato la rabbia dell'establishment religioso del paese quando ha pronunciato un discorso in luglio interrogandosi sul diritto che hanno i religiosi di governare in Iran, ha definito la propria condanna a morte come "più somigliante a un comunicato politico che a una decisione della corte". Anche se l'apparato giudiziario iraniano fautore della linea dura ha detto che rivedrà la condanna, Aghajari ha accusato il giudice che ha emesso la sua condanna a morte il 6 novembre di "non rispettare il principio dell'imparzialità". Egli ha detto di essere "sicuro" che sarebbe stato prosciolto in un processo pubblico, "dove i sentimenti popolari sono tenuti in considerazione". La decisione dell'apparato giudiziario di rivere il suo caso presa in seguito alla richiesta di appello presentata dall'avvocato di Aghajari, ha messo fine a una tesa situazione di stallo creatasi tra le corti e il dissidente, la cui condanna a morte aveva scatenato due settimane di manifestazioni di protesta per le strade tenute dagli studenti iraniani in novembre.
— FONTI
  • (Fonti: AFP, Iranmania website, 04/12/2002)