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BIRMANIA (Myanmar)

in un rapporto intitolato “Il buio che vediamo: la tortura nelle carceri e nei centri per gli interrogatori in Birmania”...

in un rapporto intitolato “Il buio che vediamo: la tortura nelle carceri e nei centri per gli interrogatori in Birmania”, si afferma che il governo birmano ha torturato i prigionieri politici per annientare il dissenso e che almeno cinque detenuti

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in un rapporto intitolato “Il buio che vediamo: la tortura nelle carceri e nei centri per gli interrogatori in Birmania”, si afferma che il governo birmano ha torturato i prigionieri politici per annientare il dissenso e che almeno cinque detenuti politici sono stati torturati a morte negli ultimi sei mesi. Tutti i 10.000 attivisti detenuti dall’insurrezione per la democrazia del 1988 hanno subito abusi fisici e psicologici, denuncia il rapporto che aggiunge che l’impunità per i perpetratori è stata completa. Il rapporto è stato scritto dall’Associazione per l’Assistenza dei Prigionieri Politici (in Birmania) di base in Thailandia, e si fonda sulle interviste rilasciate da 35 prigionieri politici recentemente scarcerati.
“La tortura è la politica di stato in Birmania,” è detto. “Viene usata per abbattere gli attivisti politici e istillare paura nell’opinione pubblica. Vengono torturati non solo per fermare una possibile opposizione al regime ma anche affinché tornino alle loro famiglie e amici con tracce evidenti delle torture subite, azzittendo così ogni possibilità che il popolo possa parlare contro il regime.
FONTI
  • (Fonti: The Guardian, 02/12/2005)