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In alcune interviste, i rappresentanti di alcune associazioni

In alcune interviste, i rappresentanti di alcune associazioni

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In alcune interviste, i rappresentanti di alcune associazioni contro la pena di morte, pur non facendo esplicite dichiarazioni di voto, spiegano che il candidato Kerry è molto più vicino alle loro posizioni rispetto a Bush. Secondo Diann Rust-Tierney, direttore esecutivo della importante organizzazione National Coalition to Abolish the Death Penalt, Kerry, che in passato è stato “prosecutor”, rappresentante della Pubblica Accusa, conosce bene i problemi della giustizia, e non apprezza l’irreversibilità che caratterizza le condanne a morte. Della stessa opinione è Steve Hall, direttore del progetto Stand Down Texas. Entrambe hanno ricordato che nessuna domanda sull’argomento è stata rivolta nei recenti tre confronti televisivi tra Bush e Kerry, né i due hanno affrontato l’argomento spontaneamente. I due condidati non ne hanno nemmeno parlato nelle altre occasioni importanti della campagna elettorale. Solo una volta, 4 anni fa, nella scorsa campagna presidenziale, una domanda siull’argomento venne rivolta ai candidati. Questo, ritengono i due esperti, conferma che la pena di morte non è considerato un tema importante dagli elettori, che nel complesso apprezzano lo status quo. Kerry, che in passato si era dichiarato esplicitamente favorevole a una moratoria, sta ora facendo un’eccezione per i terroristi, nei cui confronti prospetta la “linea dura”.
FONTI
  • (Fonti: Agence France Presse, 17/10/2004)