il processo di abolizione della pena di morte è sempre più lontano, in Libano...
il processo di abolizione della pena di morte è sempre più lontano, in Libano, dove i difensori dei diritti umani dicono che i processi sono spesso degli espedienti e gli imputi altrettanto spesso non godono di una difesa adeguata.
2 MIN DI LETTURA
il processo di abolizione della pena di morte è sempre più lontano, in Libano, dove i difensori dei diritti umani dicono che i processi sono spesso degli espedienti e gli imputi altrettanto spesso non godono di una difesa adeguata.
Sonele Daas si trova nel braccio della morte della prigione di Roumieh.
È stato giudicato colpevole di omicidio oltre 10 anni fa.
L’uomo, del Bangladesh, 60 anni, era emigrato in Libano per lavoro, ma in seguito ad una lite con un suo concittadino, successivamente morto, era stato arrestato, processato e condannato da un tribunale libanese.
Ancora oggi Daas non comprende l’arabo. Non ha contatti con la sua famiglia ed è totalmente dipendente da altre persone per qualunque cosa, ha detto Jihane Morad, un giovane che lavora per l’Associazione per la Grazia e la Giustizia.
Daas è uno dei 40 uomini detenuti nel carcere di Roumieh e condannati a morte.
Dall’indipendenza del paese nel 1943, 54 persone sono state giustiziate in Libano, molte dopo la fine della guerra civile negli anni ’90.
Gli attivisti per i diritti umani hanno espresso grande preoccupazione circa il fatto che i difensori nei casi capitali sono insufficienti e spesso lavorano come volontari.
Inoltre, i processi d’appello sono limitati ed è diffuso l’uso della tortura per ottenere confessioni.
Il Libano ha firmato il patto internazionale su i diritti civili e politici e la convenzione contro la tortura. “Il Libano firma tutto ma non implementa niente,” ha detto Marie Daunay, presidente del Centro Libanese per i Diritti Umani.
Tuttavia ha detto che ritiene che la pena di morte possa essere eliminata. “Se ci sarà stabilità in Libano, la pena capitale verrà abolita.”
Sonele Daas si trova nel braccio della morte della prigione di Roumieh.
È stato giudicato colpevole di omicidio oltre 10 anni fa.
L’uomo, del Bangladesh, 60 anni, era emigrato in Libano per lavoro, ma in seguito ad una lite con un suo concittadino, successivamente morto, era stato arrestato, processato e condannato da un tribunale libanese.
Ancora oggi Daas non comprende l’arabo. Non ha contatti con la sua famiglia ed è totalmente dipendente da altre persone per qualunque cosa, ha detto Jihane Morad, un giovane che lavora per l’Associazione per la Grazia e la Giustizia.
Daas è uno dei 40 uomini detenuti nel carcere di Roumieh e condannati a morte.
Dall’indipendenza del paese nel 1943, 54 persone sono state giustiziate in Libano, molte dopo la fine della guerra civile negli anni ’90.
Gli attivisti per i diritti umani hanno espresso grande preoccupazione circa il fatto che i difensori nei casi capitali sono insufficienti e spesso lavorano come volontari.
Inoltre, i processi d’appello sono limitati ed è diffuso l’uso della tortura per ottenere confessioni.
Il Libano ha firmato il patto internazionale su i diritti civili e politici e la convenzione contro la tortura. “Il Libano firma tutto ma non implementa niente,” ha detto Marie Daunay, presidente del Centro Libanese per i Diritti Umani.
Tuttavia ha detto che ritiene che la pena di morte possa essere eliminata. “Se ci sarà stabilità in Libano, la pena capitale verrà abolita.”
— FONTI
- (Fonti: IPS, 15/11/2007)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 LUGLIO 2026
BANGLADESH: AUTISTA CONDANNATO A MORTE PER L'OMICIDIO DELLA DATRICE DI LAVORO

PENA DI MORTE28 LUGLIO 2026
MYANMAR: LA LEGGE CONTRO LE TRUFFE ONLINE PREVEDE LA PENA CAPITALE

PENA DI MORTE27 LUGLIO 2026
KENYA: DUE CONDANNATI A MORTE PER RAPINA AGGRAVATA

PENA DI MORTE27 LUGLIO 2026
ARABIA SAUDITA: CINQUE ETIOPI GIUSTIZIATI PER TRAFFICO DI DROGA

PENA DI MORTE23 LUGLIO 2026
INDIA: CONDANNATO A MORTE PER LO STUPRO E OMICIDIO DI UN BAMBINO DI 7 ANNI

PENA DI MORTE21 LUGLIO 2026
