Il Principe Sultano Bin Abdul Aziz, Secondo Vice Premier,...
Il Principe Sultano Bin Abdul Aziz, Secondo Vice Premier, Ministro della Difesa e dell'Aviazione e Ispettore Generale, ha pagato 4 milioni di riyals per salvare la testa di Ahmed Yahia Muhammad Al-Mutami che ha trascorso sette anni nella prigione di Hafr
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Il Principe Sultano Bin Abdul Aziz, Secondo Vice Premier, Ministro della Difesa e dell'Aviazione e Ispettore Generale, ha pagato 4 milioni di riyals per salvare la testa di Ahmed Yahia Muhammad Al-Mutami che ha trascorso sette anni nella prigione di Hafr Al-Batin in attesa dell'esecuzione per omicidio premeditato.
Al-Mutami, un soldato, ricopriva un incarico ufficiale a Hafr Al-Batin nel 1994 quando alcune persone erano entrate in un'area proibita. Il sergente in carica aveva ordinato ai soldati di sparare in aria per intimare l'alt alle persone.
I soldati spararono in aria e alcuni degli intrusi se ne andarono. Al-Mutami e i suoi colleghi andarono a convincere un altro gruppo entrato nell'area interdetta. Quando tornarono indietro dissero che vi era stata una vittima. Andarono sul posto e videro un corpo senza vita in una pozza di sangue.
Le indagini preliminari avevano evidenziato la responsabilità di Al-Mutami nell'omicidio. Era stato portato davanti ad un tribunale e condannato a morte.
Successivamente si scoprì che la pallottola che aveva ucciso l'uomo era stata sparata da una direzione opposta. Ma era troppo tardi perchè Al-Mutami era ormai stato condannato a morte e il caso chiuso.
Il Principe Sultano aveva seguito il caso e la famiglia del deceduto si era persuaso ad accettare il prezzo del sangue fissato in 4 milioni di riyals pagati dal Principe.
Al-Mutami, un soldato, ricopriva un incarico ufficiale a Hafr Al-Batin nel 1994 quando alcune persone erano entrate in un'area proibita. Il sergente in carica aveva ordinato ai soldati di sparare in aria per intimare l'alt alle persone.
I soldati spararono in aria e alcuni degli intrusi se ne andarono. Al-Mutami e i suoi colleghi andarono a convincere un altro gruppo entrato nell'area interdetta. Quando tornarono indietro dissero che vi era stata una vittima. Andarono sul posto e videro un corpo senza vita in una pozza di sangue.
Le indagini preliminari avevano evidenziato la responsabilità di Al-Mutami nell'omicidio. Era stato portato davanti ad un tribunale e condannato a morte.
Successivamente si scoprì che la pallottola che aveva ucciso l'uomo era stata sparata da una direzione opposta. Ma era troppo tardi perchè Al-Mutami era ormai stato condannato a morte e il caso chiuso.
Il Principe Sultano aveva seguito il caso e la famiglia del deceduto si era persuaso ad accettare il prezzo del sangue fissato in 4 milioni di riyals pagati dal Principe.
— FONTI
- (Fonti: Middle East Newsfile, Saudi Gazette 22/11/2001)
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