Il principe cambogiano Norodom Ranariddh ha fatto appello...
Il principe cambogiano Norodom Ranariddh ha fatto appello alle NU affinché riprendano i negoziati per l'istituzione di un tribunale sul genocidio perpetrato dal brutale regime dei Khmer Rouge negli anni '70
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Il principe cambogiano Norodom Ranariddh ha fatto appello alle NU affinch� riprendano i negoziati per l'istituzione di un tribunale sul genocidio perpetrato dal brutale regime dei Khmer Rouge negli anni '70.
Ranariddh, attualmente Presidente del Parlamento nazionale e leader del partito realista Funcinpec - membro della coalizione di governo - ha affermato che le NU devono tornare a vigilare per assicurare che il processo sia all'altezza degli standard internazionali.
"Se vogliamo che il processo d'istituzione del tribunale vada avanti, occorre solo che le Nazioni Unite cambino la loro decisione", ha dichiarato Ranariddh parlando ai giornalisti di fronte al Parlamento. Nel febbraio scorso, le NU si sono ritirate dai negoziati per l'istituzione del Tribunale, durati quasi cinque anni, affermando che la Corte prevista da Phnom Penh non sarebbe stata imparziale.
La decisione ha sconcertato molti Cambogiani, ed � stata accolta con disappunto dai diplomatici stranieri, che hanno fatto appello alle NU per il loro ritorno al tavolo dei negoziati. I sostenitori della decisione delle NU affermano che l'attuale governo cambogiano - nel quale si trovano persone in passato collegate ai Khmer Rouge - non � affidabile per quanto riguarda lo svolgimento di un processo giusto.
I difensori della posizione cambogiana affermano che la posizione del team di negoziatori delle NU era pregiudizialmente sfavorevole al governo. Il leader dei Khmer Rouge, Pol Pot � morto nel 1998, ma parecchi dei suoi luogotenenti vivono ancora tranquillamente all'interno di enclaves vicine alla frontiera thailandese.
Storici e ricercatori del genocidio cambogiano temono che gli anziani leader del regime passino a miglior vita prima della convocazione di un processo.
Durante il regime dei Khmer Rouge, tra il 1975 e il 1979, si stima che siano morte un milione e settecentomila persone, a causa di malattie, fame, lavoro forzato ed esecuzioni sommarie.
Ranariddh, attualmente Presidente del Parlamento nazionale e leader del partito realista Funcinpec - membro della coalizione di governo - ha affermato che le NU devono tornare a vigilare per assicurare che il processo sia all'altezza degli standard internazionali.
"Se vogliamo che il processo d'istituzione del tribunale vada avanti, occorre solo che le Nazioni Unite cambino la loro decisione", ha dichiarato Ranariddh parlando ai giornalisti di fronte al Parlamento. Nel febbraio scorso, le NU si sono ritirate dai negoziati per l'istituzione del Tribunale, durati quasi cinque anni, affermando che la Corte prevista da Phnom Penh non sarebbe stata imparziale.
La decisione ha sconcertato molti Cambogiani, ed � stata accolta con disappunto dai diplomatici stranieri, che hanno fatto appello alle NU per il loro ritorno al tavolo dei negoziati. I sostenitori della decisione delle NU affermano che l'attuale governo cambogiano - nel quale si trovano persone in passato collegate ai Khmer Rouge - non � affidabile per quanto riguarda lo svolgimento di un processo giusto.
I difensori della posizione cambogiana affermano che la posizione del team di negoziatori delle NU era pregiudizialmente sfavorevole al governo. Il leader dei Khmer Rouge, Pol Pot � morto nel 1998, ma parecchi dei suoi luogotenenti vivono ancora tranquillamente all'interno di enclaves vicine alla frontiera thailandese.
Storici e ricercatori del genocidio cambogiano temono che gli anziani leader del regime passino a miglior vita prima della convocazione di un processo.
Durante il regime dei Khmer Rouge, tra il 1975 e il 1979, si stima che siano morte un milione e settecentomila persone, a causa di malattie, fame, lavoro forzato ed esecuzioni sommarie.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 13/05/2002)
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