Il parlamento di Taiwan ha stabilito l'abolizione del...
Il parlamento di Taiwan ha stabilito l'abolizione del Retribution Act for Bandits per proteggere meglio i diritti umani dei cittadini taiwanesi, compresa l'eliminazione della condanna a morte obbligatoria per diversi crimini violenti
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Il parlamento di Taiwan ha stabilito l'abolizione del Retribution Act for Bandits per proteggere meglio i diritti umani dei cittadini taiwanesi, compresa l'eliminazione della condanna a morte obbligatoria per diversi crimini violenti.
Attualmente, in base a questa legge, la pena di morte è obbligatoria per i sequestri, le rapine operate da bande, e alcuni altri crimini violenti. I giudici non possono prendere in considerazione altri elementi del caso, come le motivazioni dell'imputato e l'eventuale pentimento per ciò che ha commesso.
Alcuni sequestratori hanno ucciso le persone rapite perché sapevano che sarebbero stati condannati a morte anche se avessero deciso di non ucciderle.
L'abolizione della legge dà inoltre speranza a coloro che sono stati ufficialmente condannati in base alla legge ma devono ancora essere giustiziati. Circa 300 persone, compresi molti sequestratori, sono stati giustiziati in base alla controversa legge da quando è entrata in vigore a Taiwan nel 1949.
Il parlamento ha inoltre emendato il codice penale, consentendo ai tribunali di emettere o la pena di morte, o l'ergastolo, o la pena a 12 anni di reclusione per i rapitori che uccidono i sequestrati, mettendo i giudici in condizione di valutare altri elementi, come i moventi degli imputati ed il loro comportamento dopo l'arresto.
Un altro emendamento consente ai giudici di emettere sanzioni meno dure per i sequestratori che rilasciano le loro vittime prima dell'arresto. Gli emendamenti hanno l'obiettivo di portare i rapitori a rilasciare le vittime in cambio di pene detentive più brevi.
Attualmente, in base a questa legge, la pena di morte è obbligatoria per i sequestri, le rapine operate da bande, e alcuni altri crimini violenti. I giudici non possono prendere in considerazione altri elementi del caso, come le motivazioni dell'imputato e l'eventuale pentimento per ciò che ha commesso.
Alcuni sequestratori hanno ucciso le persone rapite perché sapevano che sarebbero stati condannati a morte anche se avessero deciso di non ucciderle.
L'abolizione della legge dà inoltre speranza a coloro che sono stati ufficialmente condannati in base alla legge ma devono ancora essere giustiziati. Circa 300 persone, compresi molti sequestratori, sono stati giustiziati in base alla controversa legge da quando è entrata in vigore a Taiwan nel 1949.
Il parlamento ha inoltre emendato il codice penale, consentendo ai tribunali di emettere o la pena di morte, o l'ergastolo, o la pena a 12 anni di reclusione per i rapitori che uccidono i sequestrati, mettendo i giudici in condizione di valutare altri elementi, come i moventi degli imputati ed il loro comportamento dopo l'arresto.
Un altro emendamento consente ai giudici di emettere sanzioni meno dure per i sequestratori che rilasciano le loro vittime prima dell'arresto. Gli emendamenti hanno l'obiettivo di portare i rapitori a rilasciare le vittime in cambio di pene detentive più brevi.
— FONTI
- (Fonti: China Post, 09/01/2002)
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