Il movimento studentesco iraniano si è piegato alle...
Il movimento studentesco iraniano si è piegato alle pressioni dei legislatori fautori della linea dura e ha indetto uno stop alle due settimane di proteste organizzate in tutto il paese in difesa di un accademico liberale condannato a morte
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Il movimento studentesco iraniano si è piegato alle pressioni dei legislatori fautori della linea dura e ha indetto uno stop alle due settimane di proteste organizzate in tutto il paese in difesa di un accademico liberale condannato a morte. I leader studenteschi hanno detto che i dirigenti delle università si sono rifiutati di concere il permesso per altre manifestazioni nei campus in seguito a un ordine dato dall'Ayatollah Ali Khamenei e reso pubblico nelle preghiere del venerdì. Due manifestazioni che erano state indette a Teheran sono state annullate. Circa 10.000 membri della milizia islamica Basij hanno tenuto una manifestazione antiamericana davanti alla ex ambasciata statunitense a Teheran tesa a invitare gli studenti a desistere. Akbar Hashemi Rafsanjani, l'ex presidente che ancora detiene un considerevole potere, ha messo per la prima volta le carte in tavola in un discorso chiedendo ai Basij di stare in guardia. "Satana", ha detto, riferendosi agli Stati Uniti, sta "impiegando la sua cavalleria e la fanteria per abusare della situazione". I leader studenteschi non escludono la possibilità che le proteste possano ricominciare, a secibda dell'esito della revisione dei tribunali. Anche i partiti riformisti che appoggiano il Presidente Mohammad Khatami chiedono agli studenti di agire con cautela, temendo che una sommossa possa dare ai religiosi fautori della linea dura un pretesto per dichiarare lo stato di emergenza. Gli studenti hanno detto che le loro proteste hanno rivelato un'ampia spaccatura tra le loro più radicali richieste e i partiti riformisti in parlamento.
— FONTI
- (Fonti: Financial Times wesbite, 25/11/2002)
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