il Ministro della Giustizia indonesiano, Abdul Rachman Saleh, ha detto che il paese continuerà ad imporre la pena di morte per alcuni crimini.
il Ministro della Giustizia indonesiano, Abdul Rachman Saleh, ha detto che il paese continuerà ad imporre la pena di morte per alcuni crimini.
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il Ministro della Giustizia indonesiano, Abdul Rachman Saleh, ha detto che il paese continuerà ad imporre la pena di morte per alcuni crimini.
"Io penso che la pena di morte rimanga d’attualità" ha detto a margine di un seminario sulla pena di morte sponsorizzato dall’Unione Europea. A differenza dei paesi sviluppati, Abdul Rahman ha detto, l’Indonesia è un paese povero che non può offrire cure gratuite per la riabilitazione di tossicodipendenti.
"Sono costretti a vivere per strada (e contribuiscono a far aumentare il tasso di criminalità) mentre la nostra polizia, i procuratori, gli agenti penitenziari e altri agenti dell’ordine rimangono fiacchi.
"Se l’aboliamo, penso che manderemmo un messaggio sbagliato ai trafficanti di droga, " ha detto.
Abdul Rahman ha poi affermato che il suo ufficio continuerà ad imporre la pena di morte nei casi legati alla droga, alla corruzione, alle violazioni dei diritti umani, al terrorismo e al tradimento.
"Dal 1945 al 2003, abbiamo giustiziato solo 15 condannati," ha detto.
"Io penso che la pena di morte rimanga d’attualità" ha detto a margine di un seminario sulla pena di morte sponsorizzato dall’Unione Europea. A differenza dei paesi sviluppati, Abdul Rahman ha detto, l’Indonesia è un paese povero che non può offrire cure gratuite per la riabilitazione di tossicodipendenti.
"Sono costretti a vivere per strada (e contribuiscono a far aumentare il tasso di criminalità) mentre la nostra polizia, i procuratori, gli agenti penitenziari e altri agenti dell’ordine rimangono fiacchi.
"Se l’aboliamo, penso che manderemmo un messaggio sbagliato ai trafficanti di droga, " ha detto.
Abdul Rahman ha poi affermato che il suo ufficio continuerà ad imporre la pena di morte nei casi legati alla droga, alla corruzione, alle violazioni dei diritti umani, al terrorismo e al tradimento.
"Dal 1945 al 2003, abbiamo giustiziato solo 15 condannati," ha detto.
— FONTI
- (Fonti: The Jakarta Post, 15/12/2004)
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