Il Marocco osserva una moratoria delle esecuzioni dal 1993
Il Marocco osserva una moratoria delle esecuzioni dal 1993
Il Marocco continua ad osservare una moratoria delle esecuzioni dal 1993, considerando che l’abolizione è un tema dibattuto in vari ambiti della società marocchina.
Da quando è salito al trono il 23 luglio 1999, Re Mohammed VI non ha mai firmato un decreto di esecuzione. Da allora molte decine di prigionieri nel braccio della morte hanno ricevuto la commutazione della condanna capitale in ergastolo, un ulteriore segnale nella direzione dell’abolizione della pena capitale nel Paese che aha subito una battuta d’arresto dopo gli attentati di Casablanca. Una nuova legge, approvata dal Parlamento nel maggio 2003, ha esteso la pena capitale a reati legati al terrorismo. Tuttavia, da questo punto di vista, il 19 agosto 2017, il Re Mohammed VI del Marocco ha concesso la grazia a 415 condannati per terrorismo ed un altro detenuto ha ottenuto la commutazione della condanna a morte in 30 anni di detenzione. L'annuncio è avvenuto un giorno prima del 64° anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo del Marocco.
Il 1° luglio 2011, è stata approvata dal referendum popolare con il 98% dei suffragi la riforma costituzionale voluta da Re Mohammed VI che trasforma in costituzionale una monarchia di diritto divino, con libertà per i partiti, la separazione dell’esecutivo dal sistema giudiziario, l’affermazione dei diritti delle donne e delle minoranze. Per la prima volta la Costituzione stabilisce il diritto alla vita come principio fondamentale.
Dal 2013, il Marocco ha avviato una grande riforma del sistema giudiziario, in conformità con le disposizioni della nuova Costituzione e le norme internazionali sulla creazione di un sistema giudiziario imparziale ed indipendente che garantisca il rispetto dei diritti umani e il primato della legge. La riforma prevede la stesura di due proposte di riforma del codice di procedura penale e del codice penale.
Il progetto di codice penale prevede una riduzione del numero di reati capitali, da 31 a 9. Nell'ambito della nuova legge sui tribunali militari, il numero di tali reati è sceso da 16 a 5. A tale proposito, a norma dell'articolo 430 del progetto di codice di procedura penale, una sentenza capitale può essere pronunciata solo se i giudici raggiungono un verdetto unanime.
Il 16 giugno 2014, di fronte ai due rami del Parlamento, il Presidente del Consiglio Nazionale dei Diritti Umani (CNDH), Driss El Yazami, ha sottolineato la necessità di attuare le principali raccomandazioni istituzionali della Commissione Equità e Riconciliazione, comprese la ratifica dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale e l'abolizione della pena di morte.
Tuttavia, dal 2013, 28 individui sono stati condannati a morte. Nel 2016, il servizio carcerario ha reso noto che 92 prigionieri si trovavano nel braccio della morte. Il 19 febbraio 2018, il Capo Procuratore Generale, Mohamed Abdennabaoui, ha detto, nel corso di un incontro con gli ambasciatori presso il Marocco, che vi sono attualmente 115 condannati a morte. Ciò significa che circa 20 persone sono state condannate a morte in Marocco nel 2017.
Dal 1973, sono state giustiziate solo due persone. L’ultima esecuzione è avvenuta nel 1993 quando Mohammed Tabet, questore di polizia e capo dell’intelligence generale del Paese, è stato giustiziato per abuso della sua posizione e stupro di centinaia di donne.
Il 6 febbraio 2017, il Consiglio religioso degli Ulema ha riscritto le norme sull'apostasia stabilendo che non rischia più la pena di morte chi vuole abbandonare l’Islam.
Le Nazioni Unite
Nel maggio 2017, in sede di Revisione Periodica Universale del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, è stato fatto notare che nonostante l’accettazione di precedenti raccomandazioni, il Marocco non ha ancora ratificato il Secondo Protocollo Opzionale al Patto sui Diritti Civili e Politici. Il Marocco ha respinto le raccomandazioni ad abolire subito la pena di morte. Tuttavia in settembre, quando è stato pubblicato il Rapporto del gruppo di lavoro, il Marcco ha detto che su altre raccomndazioni in tema di pena di morte, avrebbe dato una risposta non oltre la 36ma sessione del Consiglio Diritti Umani.
Nel dicembre 2018, il Marocco si è di nuovo astenuto sulla Risoluzione per una Moratoria Universale delle esecuzioni capitali approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
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