Il governo indiano ha intrapreso un'azione diplomatica...
Il governo indiano ha intrapreso un'azione diplomatica nel tentativo di salvare dall'esecuzione un concittadino in Indonesia, Ayodhya Prasad Chaubey, condannato per traffico di droga
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Il governo indiano ha intrapreso un'azione diplomatica nel tentativo di salvare dall'esecuzione un concittadino in Indonesia, Ayodhya Prasad Chaubey, condannato per traffico di droga.
Il Console Generale dell'India, K.J. Prancis, ha detto dopo un incontro con l'avvocato di Ayodhya, Irham Buana Nasution, che l'ambasciata indiana a Jakarta sta intensificando le sue pressioni, attraverso il Ministero per gli Affari Esteri, per convincere il Presidente Megawati Soekarnoputri a rivedere la sua decisione di rigettare la grazia per Ayodhya.
Ha aggiunto che sia il suo governo sia Ayodhya devono ancora ricevere copia del rifiuto della richiesta di clemenza da parte del presidente.
Irham ha detto di aver presentato alla Corte Suprema richiesta di revisione del verdetto contro il suo cliente, poich� la corte ha emesso la condanna a morte senza che ci fosse alcuna prova concreta.
"Finora la corte non � stata in grado di presentare alcuna prova concreta che il mio cliente possedesse eroina", ha detto recentemente.
Ayodhya, 59 anni, insieme a due complici tailandesi, Saelow Praseart, 52 anni e Namsong Sirilak, 25, e a due indonesiani non identificati, erano stati condannati a morte nel 1994, dalla Corte distrettuale di Medan, dopo essere stati giudicati colpevoli del tentativo di trafficare 12,19 chili di eroina dalla Tailandia all'Indonesia.
Ayodhya si � appellato contro la sua condanna a morte ma la Corte Suprema ha rigettato il suo appello nel 1997. Non � chiaro perch� la condanna non sia stata eseguita. Ha anche inviato una lettera di richiesta per la grazia al Presidente, che � stata respinta il 3 febbraio di quest'anno.
Ayodhya sta contando i suoi giorni nel penitenziario di Tanjunggusta, a Medan, dopo il rifiuto da parte del Presidente.
"Sono pronto per essere giustiziato," ha detto al Post, seduto nella sua cella.
Il Console Generale dell'India, K.J. Prancis, ha detto dopo un incontro con l'avvocato di Ayodhya, Irham Buana Nasution, che l'ambasciata indiana a Jakarta sta intensificando le sue pressioni, attraverso il Ministero per gli Affari Esteri, per convincere il Presidente Megawati Soekarnoputri a rivedere la sua decisione di rigettare la grazia per Ayodhya.
Ha aggiunto che sia il suo governo sia Ayodhya devono ancora ricevere copia del rifiuto della richiesta di clemenza da parte del presidente.
Irham ha detto di aver presentato alla Corte Suprema richiesta di revisione del verdetto contro il suo cliente, poich� la corte ha emesso la condanna a morte senza che ci fosse alcuna prova concreta.
"Finora la corte non � stata in grado di presentare alcuna prova concreta che il mio cliente possedesse eroina", ha detto recentemente.
Ayodhya, 59 anni, insieme a due complici tailandesi, Saelow Praseart, 52 anni e Namsong Sirilak, 25, e a due indonesiani non identificati, erano stati condannati a morte nel 1994, dalla Corte distrettuale di Medan, dopo essere stati giudicati colpevoli del tentativo di trafficare 12,19 chili di eroina dalla Tailandia all'Indonesia.
Ayodhya si � appellato contro la sua condanna a morte ma la Corte Suprema ha rigettato il suo appello nel 1997. Non � chiaro perch� la condanna non sia stata eseguita. Ha anche inviato una lettera di richiesta per la grazia al Presidente, che � stata respinta il 3 febbraio di quest'anno.
Ayodhya sta contando i suoi giorni nel penitenziario di Tanjunggusta, a Medan, dopo il rifiuto da parte del Presidente.
"Sono pronto per essere giustiziato," ha detto al Post, seduto nella sua cella.
— FONTI
- (Fonti: The Jakarta Post, 13/02/2003)
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