Il governo indiano dominato dal Partito del Congresso...
Il governo indiano dominato dal Partito del Congresso di Sonia Gandhi ha abrogato la Legge sulla Prevenzione del Terrorismo, che da più parti era stata indicata come lesiva dei diritti umani e politici
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Il governo indiano dominato dal Partito del Congresso di Sonia Gandhi ha abrogato la Legge sulla Prevenzione del Terrorismo, che da più parti era stata indicata come lesiva dei diritti umani e politici.
La Legge, adottata nella scorsa legislatura, ad agosto 2002, dal governo nazionalista indù di Atal Behari Vajpayee sconfitto alle scorse elezioni, prevedeva la pena capitale per gli omicidi terroristici, 90 giorni di carcere senza incriminazione, corti speciali per i casi di terrorismo e poteri alla polizia di intercettare comunicazioni che possono in seguito essere presentate come prove in tribunale.
La norma aveva l'intento di combattere i militanti islamici nella porzione indiana del Kashmir, dove molti gruppi di guerriglieri combattono per l'indipendenza della regione e per l'annessione al Pakistan.
Tuttavia, i gruppi per i diritti umani hanno accusato il precedente governo di averla usata per colpire gli oppositori.
Molti politici e giornalisti sono stati arrestati in base alla legge e nello stato orientale del Jharkhand gli esponenti delle tribù che hanno collaborato con i maoisti sono stati posti in stato di fermo.
Il Parlamento dovrebbe ratificare la decisone del Gabinetto alla riapertura alla fine di agosto poichè il partito del Congress ha la maggioranza in entrambe le camere.
L'alleanza guidata dal partito del Congresso che ha vinto le lezioni in maggio, aveva promesso la revisione della legge.
"La legge non può essere effettiva se non lo è già" ha detto il Ministro Shivraj Patil alla televisione New Delhi in un'intervista trasmessa il 9 agosto.
Altri, tuttavia, hanno detto che abolire la legge rafforzerà il morale dei separatisti.
"L'India ha un urgente bisogno di una legge permanente anti terrorismo" ha detto l'avvocato della Corte Suprema K.T.S. Tulsi durante un dibattito televisivo il 10 agosto.
La Legge, adottata nella scorsa legislatura, ad agosto 2002, dal governo nazionalista indù di Atal Behari Vajpayee sconfitto alle scorse elezioni, prevedeva la pena capitale per gli omicidi terroristici, 90 giorni di carcere senza incriminazione, corti speciali per i casi di terrorismo e poteri alla polizia di intercettare comunicazioni che possono in seguito essere presentate come prove in tribunale.
La norma aveva l'intento di combattere i militanti islamici nella porzione indiana del Kashmir, dove molti gruppi di guerriglieri combattono per l'indipendenza della regione e per l'annessione al Pakistan.
Tuttavia, i gruppi per i diritti umani hanno accusato il precedente governo di averla usata per colpire gli oppositori.
Molti politici e giornalisti sono stati arrestati in base alla legge e nello stato orientale del Jharkhand gli esponenti delle tribù che hanno collaborato con i maoisti sono stati posti in stato di fermo.
Il Parlamento dovrebbe ratificare la decisone del Gabinetto alla riapertura alla fine di agosto poichè il partito del Congress ha la maggioranza in entrambe le camere.
L'alleanza guidata dal partito del Congresso che ha vinto le lezioni in maggio, aveva promesso la revisione della legge.
"La legge non può essere effettiva se non lo è già" ha detto il Ministro Shivraj Patil alla televisione New Delhi in un'intervista trasmessa il 9 agosto.
Altri, tuttavia, hanno detto che abolire la legge rafforzerà il morale dei separatisti.
"L'India ha un urgente bisogno di una legge permanente anti terrorismo" ha detto l'avvocato della Corte Suprema K.T.S. Tulsi durante un dibattito televisivo il 10 agosto.
— FONTI
- (Fonti: AP, 10/8/2004)
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