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SUDAN·PENA DI MORTE·25 AGOSTO 2002·1 MIN DI LETTURA

Il governo del Sudan ha dichiarato che non commuterà...

Il governo del Sudan ha dichiarato che non commuterà le condanne a morte emesse nei confronti di 88 persone coinvolte in uno scontro etnico mortale, nonostante l'appello dell'organizzazione per i diritti umani Amnesty International

Il governo del Sudan ha dichiarato che non commuterà le condanne a morte emesse nei confronti di 88 persone coinvolte in uno scontro etnico mortale, nonostante l'appello dell'organizzazione per i diritti umani Amnesty International. Lo scontro tra le tribù al-Muaalia e Reizagat in maggio ha provocato più di 50 morti nel Sudan occidentale. Un tribunale speciale ha seguito il caso e in luglio ha condannato 88 persone a morte per impiccagione o crocifissione. Il Ministro della Giustizia sudanese, Ali Mohamed Osman Yassin, ha dichiarato che il governo, che adotta la legge islamica Sharia, non commuterà le sentenze perché la pena di morte è stabilita dal Corano, il libro sacro dei musulmani. "Fa parte del nostro credo. In quelle questioni riguardo alle quali esiste un testo definitivo, non abbiamo possibilità di scelta e possiamo solo rispettarle", ha dichiarato Yassin secondo quanto riporta il quotidiano al-Rai al-Aam.
FONTI
  • (Fonti: Reuters News Service ? Africa, 25/08/2002)