il giornale saudita Al-Eqtisadiah ha reso noto che l'Arabia Saudita...
il giornale saudita Al-Eqtisadiah ha reso noto che l'Arabia Saudita...
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il giornale saudita Al-Eqtisadiah ha reso noto che l'Arabia Saudita e l'Iraq hanno accettato di fermare le esecuzioni di condannati a morte nei due paesi per almeno due mesi, fino alla definizione di un accordo per lo scambio dei rispettivi prigionieri. Muhammad Al-Obaidi, responsabile delle relazioni bilaterali presso l'Ambasciata irachena a Riad, lo ha descritto come un accordo in linea di principio e ha detto che nessun documento ufficiale è stato firmato. Ci sono 113 prigionieri sauditi in Iraq, di cui sei nel braccio della morte accusati di essere entrati illegalmente nel Paese e avere messo in atto operazioni terroristiche lì. Mentre sono 138 i prigionieri iracheni nel regno saudita, di cui 11 condannati a morte per aver compiuto atti di terrorismo. Il diplomatico iracheno non ha rivelato quando i due Paesi hanno raggiunto l'accordo di principio, ma ha detto che in base a esso, l'Iraq non giustizierà i sei prigionieri nel braccio della morte saudita. Nel frattempo, il presidente della National Society for Human Rights, Mufleh Al-Qahtani, ha detto che le due parti erano molto determinate nel loro intento di firmare un accordo definitivo per lo scambio dei prigionieri, specialmente quelli condannati a morte. "Ci sono alcune questioni procedurali che stanno ancora ritardando la firma dell'accordo sullo scambio di prigionieri ma l'accordo potrebbe essere firmato entro i prossimi due mesi", ha detto. Gli sforzi per attuare uno scambio di prigionieri sauditi e iracheni hanno assunto il carattere di urgenza dopo che si è saputo che tre persone a rischio di esecuzione in Iraq sono membri della famiglia reale saudita, ha riferito un giornale statale iracheno il 30 gennaio. Il parlamentare iracheno Kamila al-Moussawi ha detto al quotidiano al-Sabah che tre dei sei cittadini sauditi nel braccio della morte erano membri della famiglia reale. Sia il Ministero degli Esteri iracheno sia il Ministero degli Esteri dell'Arabia Saudita hanno negato che in Iraq fossero detenuti membri della famiglia reale saudita.
— FONTI
- (Fonti: Arab News, 28/01/2012, Upi, 1/2/2012)
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