Il dissidente iraniano Hashem Aghajari, la cui condanna...
Il dissidente iraniano Hashem Aghajari, la cui condanna a morte per blasfemia era stata annullata il 14 febbraio, sarà riprocessato dalla stessa corte che aveva ordinato la sua esecuzione e potrebbe incorrere nella stessa condanna, ha detto un portavoce
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Il dissidente iraniano Hashem Aghajari, la cui condanna a morte per blasfemia era stata annullata il 14 febbraio, sar� riprocessato dalla stessa corte che aveva ordinato la sua esecuzione e potrebbe incorrere nella stessa condanna, ha detto un portavoce della magistratura.
"E' possibile che il nuovo verdetto sar� uguale a quello originale", ha detto il nuovo portavoce, da poco nominato, Gholamhossein Elham, considerato un esponente della linea dura all'interno della magistratura, gi� controllata dai conservatori.
"E' la corte di prima istanza (nella citt� occidentale di Hamedan) ... che deve correggere errori procedurali ed emettere un nuovo giudizio", ha detto all'agenzia ufficiale IRNA.
La corte suprema iraniana aveva annullato la condanna a morte contro Aghajari pronunciata il 6 novembre, dopo che si era interrogato sul diritto dei capi religiosi iraniani di governare.
La sentenza ha suscitato la pi� grande manifestazione a Tehran dall'ondata di agitazioni studentesche mortali del 1999, con proteste perfino da parte di alcuni conservatori.
Aghajari, professore universitario e veterano della rivoluzione islamica del 1979, ha chiesto che vi sia una riforma all'interno dell'Islam dicendo anche che i mussulmani non sono tenuti a seguire ciecamente i loro capi religiosi.
Elham ha spiegato che il giudizio della corte suprema ha riguardato solo la condanna a morte, annullata per errori procedurali e rinviata alla corte di grado inferiore.
Una corte d'appello di Hamedan si occuper� delle altre sanzioni emesse nei confronti del professore, consistenti in 74 frustate, otto anni di esilio interno e 10 anni di allontanamento dall'insegnamento, ha detto il portavoce della magistratura.
Queste ultime affermazioni della magistratura potrebbero mettere alla prova la tregua tra le fazioni politiche rivali in Iran, in una fase di interruzione delle ostilit� nel confronto tra il campo riformista e quello conservatore.
Nel frattempo la legislazione pianificata dal Presidente riformatore Mohammad Khatami, per limitare il controllo dei conservatori delle istituzioni statali, in particolare giudiziarie, � ancora in fase di vaglio del parlamento riformista.
Sul fronte internazionale, l'Unione Europea, con la quale l'Iran ha iniziato un dialogo politico e commerciale, sta attentamente seguendo il caso Aghajari.
Gli osservatori avevano gi� espresso dubbi che la sentenza di Aghajari fosse attuata, bench� l'ultima dichiarazione dei giudici proverebbe una tregua tra le fazioni politiche iraniane rivali.
"E' possibile che il nuovo verdetto sar� uguale a quello originale", ha detto il nuovo portavoce, da poco nominato, Gholamhossein Elham, considerato un esponente della linea dura all'interno della magistratura, gi� controllata dai conservatori.
"E' la corte di prima istanza (nella citt� occidentale di Hamedan) ... che deve correggere errori procedurali ed emettere un nuovo giudizio", ha detto all'agenzia ufficiale IRNA.
La corte suprema iraniana aveva annullato la condanna a morte contro Aghajari pronunciata il 6 novembre, dopo che si era interrogato sul diritto dei capi religiosi iraniani di governare.
La sentenza ha suscitato la pi� grande manifestazione a Tehran dall'ondata di agitazioni studentesche mortali del 1999, con proteste perfino da parte di alcuni conservatori.
Aghajari, professore universitario e veterano della rivoluzione islamica del 1979, ha chiesto che vi sia una riforma all'interno dell'Islam dicendo anche che i mussulmani non sono tenuti a seguire ciecamente i loro capi religiosi.
Elham ha spiegato che il giudizio della corte suprema ha riguardato solo la condanna a morte, annullata per errori procedurali e rinviata alla corte di grado inferiore.
Una corte d'appello di Hamedan si occuper� delle altre sanzioni emesse nei confronti del professore, consistenti in 74 frustate, otto anni di esilio interno e 10 anni di allontanamento dall'insegnamento, ha detto il portavoce della magistratura.
Queste ultime affermazioni della magistratura potrebbero mettere alla prova la tregua tra le fazioni politiche rivali in Iran, in una fase di interruzione delle ostilit� nel confronto tra il campo riformista e quello conservatore.
Nel frattempo la legislazione pianificata dal Presidente riformatore Mohammad Khatami, per limitare il controllo dei conservatori delle istituzioni statali, in particolare giudiziarie, � ancora in fase di vaglio del parlamento riformista.
Sul fronte internazionale, l'Unione Europea, con la quale l'Iran ha iniziato un dialogo politico e commerciale, sta attentamente seguendo il caso Aghajari.
Gli osservatori avevano gi� espresso dubbi che la sentenza di Aghajari fosse attuata, bench� l'ultima dichiarazione dei giudici proverebbe una tregua tra le fazioni politiche iraniane rivali.
— FONTI
- (Fonti: AFP, 17/02/2003)
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