Il Codice Penale del 1938, emendato nel 1975, prevede...
Il Codice Penale del 1938, emendato nel 1975, prevede la condanna a morte obbligatoria per il reato di omicidio senza attenuanti. La pena di morte è facoltativa per il reato di tradimento.
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Il Codice Penale del 1938, emendato nel 1975, prevede la condanna a morte obbligatoria per il reato di omicidio senza attenuanti. La pena di morte è facoltativa per il reato di tradimento.
Le condanne a morte vengono inviate automaticamente alla Corte di Appello. Se la condanna viene confermata, è previsto l’appello al Re per la grazia. Il Re consulta un’apposita commissione composta dal Ministro della Giustizia, altri due ministri e il Procuratore Generale. Se la grazia viene rifiutata, l’esecuzione avrà luogo dopo che il Re avrà firmato il mandato.
Lo Swaziland ha giustiziato 34 persone per omicidio dall’indipendenza dall’Inghilterra nel 1968.
L’ultima esecuzione è avvenuta nel 1982, quando una importante donna di affari, Phillipa Mdluli, è stata impiccata per l’omicidio rituale della figlia della sua domestica, il cui corpo era stato mutilato nella convinzione che alcune sue carni le avrebbero dato poteri magici.
Fino a oggi, il giovane Re Mswati III ha acquisito fama di re incline alla clemenza. Durante le feste nazionali commuta le condanne a morte in condanne a 15 o 20 anni di detenzione.
Nell’agosto 2005, Mswati III ha firmato una nuova costituzione attesa da lungo tempo, che però mantiene il bando nei confronti dei partiti politici.
In occasione della conferenza sub-regionale sulla pena di morte in Africa, organizzata a Kigali da Nessuno tocchi Caino in collaborazione con il Governo del Rwanda il 13 e 14 ottobre 2011, il Presidente del Parlamento dello Swaziland, il Principe Guduza Dlamini, ha espresso il suo impegno perchè siano avviate iniziative volte all'abolizione della pena di morte.
Il 20 dicembre 2012, lo Swaziland ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Le condanne a morte vengono inviate automaticamente alla Corte di Appello. Se la condanna viene confermata, è previsto l’appello al Re per la grazia. Il Re consulta un’apposita commissione composta dal Ministro della Giustizia, altri due ministri e il Procuratore Generale. Se la grazia viene rifiutata, l’esecuzione avrà luogo dopo che il Re avrà firmato il mandato.
Lo Swaziland ha giustiziato 34 persone per omicidio dall’indipendenza dall’Inghilterra nel 1968.
L’ultima esecuzione è avvenuta nel 1982, quando una importante donna di affari, Phillipa Mdluli, è stata impiccata per l’omicidio rituale della figlia della sua domestica, il cui corpo era stato mutilato nella convinzione che alcune sue carni le avrebbero dato poteri magici.
Fino a oggi, il giovane Re Mswati III ha acquisito fama di re incline alla clemenza. Durante le feste nazionali commuta le condanne a morte in condanne a 15 o 20 anni di detenzione.
Nell’agosto 2005, Mswati III ha firmato una nuova costituzione attesa da lungo tempo, che però mantiene il bando nei confronti dei partiti politici.
In occasione della conferenza sub-regionale sulla pena di morte in Africa, organizzata a Kigali da Nessuno tocchi Caino in collaborazione con il Governo del Rwanda il 13 e 14 ottobre 2011, il Presidente del Parlamento dello Swaziland, il Principe Guduza Dlamini, ha espresso il suo impegno perchè siano avviate iniziative volte all'abolizione della pena di morte.
Il 20 dicembre 2012, lo Swaziland ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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