Nessuno tocchi Caino
BRUNEI DARUSSALAM

Il 3 novembre, l'ambasciatore Jemat Ampal, intervenendo...

Il 3 novembre, l'ambasciatore Jemat Ampal, intervenendo alla Terza Commissione (diritti umani) dell'Assemblea Generale, sul punto 116a (pena di morte), ha detto che il suo paese non si oppone alle discussioni sul problema della pena di morte, ma avrebbe

1 MIN DI LETTURA
Il 3 novembre, l'ambasciatore Jemat Ampal, intervenendo alla Terza Commissione (diritti umani) dell'Assemblea Generale, sul punto 116a (pena di morte), ha detto che il suo paese non si oppone alle discussioni sul problema della pena di morte, ma avrebbe preferito che venisse fatto in un modo più equilibrato. "La questione della pena di morte è sempre stata vista nella prospettiva dei diritti umani e soprattutto, lo dico con disappunto, del diritto alla vita del condannato", ha detto. "In questo senso, i diritti delle vittime e il diritto delle persone nella comunità più ampia a non essere minacciate da gravi crimini e a vivere in pace ed armonia sono sempre stati trascurati". Il Brunei Darussalam ritiene che il problema riguardi il sistema giudiziario di un paese e che ogni paese ha il diritto sovrano di decidere il sistema che crede opportuno". L'ambasciatore Jemat Ampal è stato lieto di affermare che il sistema è riuscito a limitare i crimini gravi come l'omicidio premeditato e il traffico di droga, mantenendo con successo la pace e l'armonia. "Potete stare sicuri che finché il sistema sarà di beneficio alla comunità più ampia, il Brunei Darussalam continuerà a mantenere la pena di morte in quanto componente necessaria nella sua amministrazione della giustizia e dell'ordine nel paese" ha dichiarato.