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KIRGHIZISTAN

Il 29 dicembre 2005, il Presidente Kurmanbek Bakiyev ha prolungato la moratoria...

Il 29 dicembre 2005, il Presidente Kurmanbek Bakiyev ha prolungato la moratoria delle esecuzioni fino all’abolizione della pena di morte. Nel decreto, Bakiyev ha dato due mesi di tempo al Governo per predisporre un disegno di legge che sostituisca la

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Il 29 dicembre 2005, il Presidente Kurmanbek Bakiyev ha prolungato la moratoria delle esecuzioni fino all’abolizione della pena di morte. Nel decreto, Bakiyev ha dato due mesi di tempo al Governo per predisporre un disegno di legge che sostituisca la pena capitale con lunghe pene detentive, compreso l’ergastolo.
La moratoria era stata introdotta il 5 dicembre 1998, dall’allora Presidente Askar Akayev con un decreto che stabiliva una sospensione delle esecuzioni per 2 anni. Quando la moratoria è entrata in vigore, vi erano 55 detenuti nel braccio della morte. Alla sua scadenza, il 31 dicembre 2000, la moratoria è stata prorogata di un anno fino all’ultima proroga annuale avvenuta il 29 dicembre 2005.
Il governo di Akayev è caduto sull’onda di una rivolta popolare scoppiata dopo le elezioni del febbraio 2005, i cui risultati erano stati contestati dall’opposizione. Dopo 15 anni di governo, Akayev si è formalmente dimesso da Presidente ad aprile. Il 28 aprile 2005, il suo sostituto, Kurmanbek Bakiyev, ha dichiarato che il Kirgizistan deve abolire la pena. "Propongo di prendere in considerazione l’esclusione della pena di morte dalla Costituzione e la sua sostituzione con una pena a vita," ha affermato in occasione di una conferenza sulla costituzione a Bishkek. Dopo una schiacciante vittoria alle elezioni del luglio 2005, Bakiyev è entrato in carica come Presidente nell’agosto 2005.
Il 13 ottobre 2005, il Presidente Bakiyev ha chiesto al Consiglio Costituzionale di predisporre gli emendamenti costituzionali necessari all’abolizione della pena di morte. Presieduto dallo stesso Bakiyev, il Consiglio Costituzionale è un organismo composto da 289 membri del parlamento, del governo e della società civile e ha il compito di preparare gli emendamenti alla Costituzione kirghiza.
Tutto ciò che concerne la pena di morte è circondato dal segreto. Nel Kirghizistan ci sono 35 prigioni, ma solo 5 di esse possono essere veramente considerate tali. Nel Penitenziario n. 1 a Bishkek, il braccio della morte è noto come Corridoio n. 6 (un ricordo dello stalinismo).
Nel gennaio del 1998 è entrato in vigore un nuovo Codice Penale che ha ridotto drasticamente i reati capitali a sei: terrorismo, tradimento, omicidio premeditato, stupro, crimini aggravati nonché per i reati previsti nel Codice Penale Militare.
Prima del 1998, oltre 30 articoli del codice penale dell’ex stato sovietico imponevano la pena di morte.
Le donne e i minori di 18 anni sono esclusi dalla pena di morte.
Un emendamento al nuovo codice penale firmato dal Presidente Akayev il 23 marzo 2004, ha ulteriormente abbassato il numero dei reati capitali che ora sono tre: omicidio premeditato, stupro e genocidio. L’8 settembre 2006, il vice-ministro della giustizia kirghizo Sergei Zubov ha dichiarato che il paese presto abolirà la pena di morte, sostituendola con l’ergastolo. Parlando con i giornalisti nella capitale Bishkek, il Vice-ministro ha precisato che un disegno di legge abolizionista è stato già inviato al Parlamento. La massima pena detentiva prevista dall’attuale ordinamento è di 30 anni. Il Ministero della Giustizia – ha aggiunto Zubov – ha intenzione di costruire un nuovo carcere per le 167 persone attualmente detenute nel braccio della morte.