I musulmani canadesi potranno presto utilizzare un...
I musulmani canadesi potranno presto utilizzare un tribunale islamico per le dispute civili, portando la legge della Sharia in una società fortemente laica e sollevando preoccupazioni sulla portata della sua applicazione
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I musulmani canadesi potranno presto utilizzare un tribunale islamico per le dispute civili, portando la legge della Sharia in una società fortemente laica e sollevando preoccupazioni sulla portata della sua applicazione.
L'Istituto Islamico Canadese di Giustizia Civile è stato istituito in ottobre e si occuperà di arbitrare dispute famigliari e di affari a partire dal 2004 utilizzando la legge musulmana nell'Ontario. In seguito, le operazioni verranno allargate a tutto il Canada. Dal momento che le decisioni di questa istituzione potranno essere confermate dai tribunali, il progetto ha sollevato il dubbio che in effetti la Sharia entri nei tribunali laici del Canada.
Anche se i leader musulmani dichiarano che le decisioni sono vincolanti solo se tutte le parti sono d'accordo sull'arbitrato, le critiche dicono che la gente può essere spinta a forza a prendere parte al processo.
"Sono questioni riguardanti eredità, divorzi e questioni famigliari e la legge della Sharia è nettamente svantaggiosa per le donne musulmane, sulle quali verrranno fatte pressioni. Non c'è dubbio su questo", ha detto Sheila Ayala, dell'Humanist Association of Canada, che si batte per la separazione tra chiesa e stato.
La Sharia è un codice basato principalmente sul Corano e sui precetti del Profeta Maometto e governa tutti gli aspetti della vita musulmana, comprese le preghiere, il digiuno e perfino le questioni economiche.
I musulmani adottano la Sharia a vari livelli, a seconda del proprio credo personale, e molti Paesi musulmani hanno accolto elementi della Sharia nelle loro leggi.
In Canada, dove il progetto non riguarda i reati penali, si sono alzate obiezioni che vanno dalla preoccupazione per l'incostituzionalità della Sharia alla percezione più radicale che le donne potrebbero essere lapidate per strada per adulterio.
"La legge della Sharia è conosciuta in Occidente principalmente per le sue clausole più estreme, che prevedono pene brutali e autorizzano un trattamento discriminante per le donne", si legge in un recente editoriale. "Forse questa è un'immagine distorta, ma nessun Paese può avere due codici in contraddizione tra loro". (continua)
L'Istituto Islamico Canadese di Giustizia Civile è stato istituito in ottobre e si occuperà di arbitrare dispute famigliari e di affari a partire dal 2004 utilizzando la legge musulmana nell'Ontario. In seguito, le operazioni verranno allargate a tutto il Canada. Dal momento che le decisioni di questa istituzione potranno essere confermate dai tribunali, il progetto ha sollevato il dubbio che in effetti la Sharia entri nei tribunali laici del Canada.
Anche se i leader musulmani dichiarano che le decisioni sono vincolanti solo se tutte le parti sono d'accordo sull'arbitrato, le critiche dicono che la gente può essere spinta a forza a prendere parte al processo.
"Sono questioni riguardanti eredità, divorzi e questioni famigliari e la legge della Sharia è nettamente svantaggiosa per le donne musulmane, sulle quali verrranno fatte pressioni. Non c'è dubbio su questo", ha detto Sheila Ayala, dell'Humanist Association of Canada, che si batte per la separazione tra chiesa e stato.
La Sharia è un codice basato principalmente sul Corano e sui precetti del Profeta Maometto e governa tutti gli aspetti della vita musulmana, comprese le preghiere, il digiuno e perfino le questioni economiche.
I musulmani adottano la Sharia a vari livelli, a seconda del proprio credo personale, e molti Paesi musulmani hanno accolto elementi della Sharia nelle loro leggi.
In Canada, dove il progetto non riguarda i reati penali, si sono alzate obiezioni che vanno dalla preoccupazione per l'incostituzionalità della Sharia alla percezione più radicale che le donne potrebbero essere lapidate per strada per adulterio.
"La legge della Sharia è conosciuta in Occidente principalmente per le sue clausole più estreme, che prevedono pene brutali e autorizzano un trattamento discriminante per le donne", si legge in un recente editoriale. "Forse questa è un'immagine distorta, ma nessun Paese può avere due codici in contraddizione tra loro". (continua)
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 26/12/2003)
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