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i fautori del disegno di legge cosiddetto "Streamlined Procedures Act" motivano...

i fautori del disegno di legge cosiddetto "Streamlined Procedures Act" motivano le modifiche radicali con una supposta invadenza delle corti federali sulle condanne emesse dagli stati, e con i relativi rallentamenti che questo causa.

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i fautori del disegno di legge cosiddetto "Streamlined Procedures Act" motivano le modifiche radicali con una supposta invadenza delle corti federali sulle condanne emesse dagli stati, e con i relativi rallentamenti che questo causa. È quindi particolarmente significante che siano stati proprio le più alte cariche della magistratura di stato (i "Chief Justices", ossia i presidenti delle Corti Supreme dei singoli stati) a chiedere al Congresso di riflettere meglio prima di effettuare i cambiamenti in discussione.
I Chief Justices sarebbero infatti i massimi beneficiari di questa nuova legge, che riduce drasticamente i poteri di intervento da parte dei giudici federali sulle corti di stato. Eppure, con toni forti, e con il solo voto contrario del Texas, tutti i capi delle Corti Supreme hanno mandato a dire a Washington: "Grazie, no".
Il disegno di legge, proposto al Senato dal repubblicano dell’Arizona Jon Kyl, e alla Camera dal repubblicano della California Daniel E. Lungren, sarebbe un enorme disastro. L’Habeas Corpus è da secoli il sistema con cui i condannati possono contestare la legalità della loro detenzione. Nei tempi moderni è diventato lo strumento principale con cui i condannati a morte o i condannati a pene lunghe possono attaccare le sentenze. Molti innocenti devono la propria libertà alla propria abilità nel compilare istanze basate sull’habeas corpus. La nuova legge, in molti casi di condannati a morte, se approvata nella versione più drastica, eliminerebbe completamente la possibilità di appelli federali. E anche se non si arrivasse a tanto, verrebbero create procedure così complesse e costose e scadenze temporali così difficili da rispettare e vincolanti, che il potere di intervento delle corti federali sarebbe praticamente azzerato. Tutto questo, qualcuno potrebbe pensare, sarà musica per le orecchie dei giudici di stato, che si vedono assegnare carta bianca. Ebbene, no, perché questi giudici sono interessati alla, ebbene sì, Giustizia.
La risoluzione che i giudici hanno mandato a Washington, e che è stata adottata assieme alla Conference of State Court Administrators, rileva che "i cambiamenti contemplati nella nuova legge potrebbero impedire, sia nel caso di temi capitali e non-capitali, agli imputati di presentare appelli basati sull’habeas corpus, e questo avrebbe conseguenze incalcolabili sul sistema delle corti di stato e dell’amministrazione della giustizia". La risoluzione raccomanda di "rinviare qualsiasi ulteriore decisione" perché occorre prima accertarsi se sia davvero necessario apportare modifiche all’attuale legislazione. E se cambiamenti dovranno essere effettuati, i giudici sollecitano il Congresso a "valutare cambiamenti che siano effettivamente dei miglioramenti, e che si eviti di privare, senza che ne sia provata la necessità, le corti federali della loro tradizionale giurisdizione".
La commissione giustizia del Senato dovrebbe avere in preparazione, per la riapertura dei lavori, una versione in qualche modo meno drastica del disegno di legge. Questo rimprovero dovrebbe indurre i sentori a riflettere anche su questa versione "meno dura". Come minimo ogni senatore che intendesse votarla dovrebbe chiedersi perché mai il Senato dovrebbe isolare le corti statali dalle possibilità di ricorso, quando le stesse corti statali non lo vogliono.
FONTI
  • (Fonti: editoriale del Washington Post, 19/08/2005)