Halima Abdullahi, direttore dell'HELP (Help Eliminate...
Halima Abdullahi, direttore dell'HELP (Help Eliminate Loneliness and Poverty), un'organizzazione non governativa, ha detto che la sentenza di condanna alla lapidazione contro Safiya Hussaini per adulterio "è una profonda vergogna" per la maggioranza dei
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Halima Abdullahi, direttore dell'HELP (Help Eliminate Loneliness and Poverty), un'organizzazione non governativa, ha detto che la sentenza di condanna alla lapidazione contro Safiya Hussaini per adulterio "� una profonda vergogna" per la maggioranza dei mussulmani nigeriani.
L'organizzazione afferma che la sentenza � errata poich� Safiya � stata accusata di adulterio piuttosto che di fornicazione dal momento che � divorziata. Inoltre non c'erano al processo i quattro testimoni previsti dalla legge islamica.
Il verdetto � stato cos� duro perch� Safiya viene da una classe sociale inferiore, sostiene l'organizzazione. Giudicando il verdetto una "grande discriminazione sulla base del genere sessuale", l'organizzazione ha chiesto al governatore Attahiru Bafarawa di intervenire per salvare la vita di Safiya.
La coalizione delle Ong orientali (CENGO), un'organizzazione attiva nel sudest e nel sud della Nigeria ha dichiarato in un comunicato stampa firmato dai suoi coordinatori Oby Nwankwo e Miriam Menkilu, che essa � contraria alla pena di morte.
Secondo il comunicato, la sentenza ha corrisposto a una giustizia selettiva che � contraria allo stato di diritto e al senso di giustizia.
Il testo afferma che quando l'oggetto dell'applicazione della legge � un particolare genere sessuale, si contraddicono i diritti umani, la giustizia e tutti i principi delle norme internazionali.
Hanno chiesto al governatore dello stato di Sokoto di intervenire per assicurare non solo che giustizia sia fatta ma anche di guardare a come � stata fatta.
Ma Abubakar Sanyinma, commissario per la giustizia e procuratore generale nello stato di Sokoto ha detto che Safiya ha il diritto di appellarsi alla corte d'appello della sharia o alla corte suprema dove c'� una presenza di giudici della sharia, e che se l'appello fallir� sar� certamente giustiziata secondo la legge islamica.
L'organizzazione afferma che la sentenza � errata poich� Safiya � stata accusata di adulterio piuttosto che di fornicazione dal momento che � divorziata. Inoltre non c'erano al processo i quattro testimoni previsti dalla legge islamica.
Il verdetto � stato cos� duro perch� Safiya viene da una classe sociale inferiore, sostiene l'organizzazione. Giudicando il verdetto una "grande discriminazione sulla base del genere sessuale", l'organizzazione ha chiesto al governatore Attahiru Bafarawa di intervenire per salvare la vita di Safiya.
La coalizione delle Ong orientali (CENGO), un'organizzazione attiva nel sudest e nel sud della Nigeria ha dichiarato in un comunicato stampa firmato dai suoi coordinatori Oby Nwankwo e Miriam Menkilu, che essa � contraria alla pena di morte.
Secondo il comunicato, la sentenza ha corrisposto a una giustizia selettiva che � contraria allo stato di diritto e al senso di giustizia.
Il testo afferma che quando l'oggetto dell'applicazione della legge � un particolare genere sessuale, si contraddicono i diritti umani, la giustizia e tutti i principi delle norme internazionali.
Hanno chiesto al governatore dello stato di Sokoto di intervenire per assicurare non solo che giustizia sia fatta ma anche di guardare a come � stata fatta.
Ma Abubakar Sanyinma, commissario per la giustizia e procuratore generale nello stato di Sokoto ha detto che Safiya ha il diritto di appellarsi alla corte d'appello della sharia o alla corte suprema dove c'� una presenza di giudici della sharia, e che se l'appello fallir� sar� certamente giustiziata secondo la legge islamica.
— FONTI
- (Fonti: Africa News Service, 02/12/2001)
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