GUANTANAMO. RISCHIA CONDANNA A MORTE, CANADA CHIEDE GARANZIE
diplomatici del Canada hanno chiesto alle autorità degli Stati Uniti l’assicurazione che Omar Khadr, cittadino canadese catturato in Afghanistan all’età di 15 anni, non sarà giustiziato.
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diplomatici del Canada hanno chiesto alle autorità degli Stati Uniti l’assicurazione che Omar Khadr, cittadino canadese catturato in Afghanistan all’età di 15 anni, non sarà giustiziato. I diplomatici – ha detto la portavoce dell’ambasciata canadese a Washington, Jasmine Panthaky – stanno lavorando con i Dipartimenti di Stato e della Difesa Usa affinché “la pena di morte sia eliminata dal tavolo”.
Nei confronti del ragazzo – rinchiuso nel campo di prigionia di Guantanamo – sono stati formalizzati diversi capi d’imputazione, compreso l’omicidio volontario.
Combattendo dalla parte dei Talebani, Khadr avrebbe lanciato la granata che ha ucciso un medico delle Forze Speciali statunitensi, inoltre avrebbe piazzato mine per colpire convogli Usa.
La detenzione di Khadr a Guantanamo ha provocato le proteste di numerosi difensori dei diritti umani, secondo cui il ragazzo, in ragione della sua età, ha diritto ad uno speciale trattamento in base alle Leggi di Guerra.
“Secondo il diritto internazionale – dichiara Muneer Ahmad, docente di diritto presso la American University – quando sui campi di battaglia vengono presi degli adolescenti, questi devono essere trattati in maniera diversa da qualsiasi altra persona. Devono essere prelevati, riabilitati e riportati in un luogo sicuro”. Presso la Corte Distrettuale Usa a Washington, Ahmad ha presentato un ricorso contro l’Amministrazione Bush, affinché il ragazzo venga rilasciato e restituito alla madre, in Canada.
Oltre alle garanzie relative alla vita di Khadr, il Canada chiede che un proprio funzionario possa nuovamente incontrare il giovane a Guantanamo, dopo l’ultima visita dello scorso marzo.
Nei confronti del ragazzo – rinchiuso nel campo di prigionia di Guantanamo – sono stati formalizzati diversi capi d’imputazione, compreso l’omicidio volontario.
Combattendo dalla parte dei Talebani, Khadr avrebbe lanciato la granata che ha ucciso un medico delle Forze Speciali statunitensi, inoltre avrebbe piazzato mine per colpire convogli Usa.
La detenzione di Khadr a Guantanamo ha provocato le proteste di numerosi difensori dei diritti umani, secondo cui il ragazzo, in ragione della sua età, ha diritto ad uno speciale trattamento in base alle Leggi di Guerra.
“Secondo il diritto internazionale – dichiara Muneer Ahmad, docente di diritto presso la American University – quando sui campi di battaglia vengono presi degli adolescenti, questi devono essere trattati in maniera diversa da qualsiasi altra persona. Devono essere prelevati, riabilitati e riportati in un luogo sicuro”. Presso la Corte Distrettuale Usa a Washington, Ahmad ha presentato un ricorso contro l’Amministrazione Bush, affinché il ragazzo venga rilasciato e restituito alla madre, in Canada.
Oltre alle garanzie relative alla vita di Khadr, il Canada chiede che un proprio funzionario possa nuovamente incontrare il giovane a Guantanamo, dopo l’ultima visita dello scorso marzo.
— FONTI
- (Fonti: Grand Forks Herald, 08/11/2005)
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