Gli esperti legali si sono dichiarati divisi riguardo...
Gli esperti legali si sono dichiarati divisi riguardo all'annuncio fatto dal vice primo ministro L
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Gli esperti legali si sono dichiarati divisi riguardo all'annuncio fatto dal vice primo ministro L.K. Advani sul fatto che gli stupratori dovrebbero essere condannati a morte. Parlando alla TNN, l'avvocato penalista Suresh-chandra Bhosale ha detto che questo tipo di emendamento alla legge � assolutamente non richiesto e che la pena attuale � sufficiente. "Quello di cui c'� bisogno � una norma sui limiti di tempo per i casi di stupro/molestia sessuale, oltre al rendere pi� efficienti le agenzie di applicazione della legge", ha detto. L'avvocato difensore d'ufficio D.D. Shinde ha detto che la pena capitale per gli stupratori dovrebbe essere inflitta solo se la vittima non � in condizione di rispondere all'assalto e difendersi. Egli ha detto che tra le vittime di questo reato ci sono donne con handicap fisici o mentali, vittime di stupri di gruppo, figlie stuprate dai propri padri e ragazze minorenni. Solo in questi casi gli stupratori dovrebbero essere condannati a morte, ha aggiunto. L'avvocato penalista S.K. Jain ha confermato le affermazioni di Shinde e ha detto che il principio sancito dalla Corte Suprema � che la pena di morte venga applicata solo ai casi penali pi� gravi e che lo stesso principio deve essere seguito nei casi di stupro. L'avvocato penale Pratap Pardeshi ha detto che in molti casi di stupro sono coinvolti cugini, zii o vicini di casa. Di conseguenza, se venisse approvata una legge sulla pena di morte per gli stupratori, verrebbero esercitate fortissime pressioni sulle vittime e sulle loro famiglie affinch� non procedano in giudizio, il che aiuterebbe gli stupratori ad andarsene in giro liberamente senza alcun deterrente, ha aggiunto. Il pubblico ministero suppletivo Neelima Vertak ha detto che secondo le linee guida della Corte Suprema, la pena di morte si deve applicare nei pi� gravi casi penali e se si osservano le statistiche dell'India, il numero di casi in cui � stata inflitta la pena di morte non supera le due cifre. Quindi, ha detto, la pena di morte non � l'unica soluzione. "Quello di cui c'� bisogno � regolamentare i limiti di tempo delle inchieste e prevedere un sollecito disbrigo dei casi. Questo s� costituisce un deterrente", ha detto l'avvocato.
— FONTI
- (Fonti: Times Of India, 29/11/2002)
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